Roma 16 Ottobre 2010. I ricercatori precari con la Fiom: “Niente merito senza diritti”

19 ottobre 2010

Il 16 Ottobre 2010 i ricercatori precari erano a Roma a manifestare insieme ai metalmeccanici della Fiom impegnati a difendere i diritti di tutti i lavoratori e a fianco degli studenti e dei docenti delle università italiane impegnati a difendere il “Sapere” come bene comune.

Enrico Natalizio, ricercatore precario dell’UniCAL, Cosenza, è intervenuto dal palco di Piazza San Giovanni per ricordare a tutti i partecipanti che i ricercatori precari sostengono il peso del funzionamento delle università, lavorando già senza diritti.



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DDL Gelmini sull’Università: il rinvio della discussione è una vittoria ma adesso bisogna rilanciare

19 ottobre 2010

Roma, 14 Ottobre 2010

Care compagne e cari compagni,

il presidio di questa mattina a Montecitorio, promosso dalla FLC, è diventato una grande manifestazione di tutte le sigle della docenza, dei ricercatori strutturati e precari e di tutti i gruppi studenteschi. Per le caratteristiche della partecipazione e per le parole d’ordine emerse negli interventi, possiamo dire che la giornata di oggi rappresenta la base per un rilancio dell’iniziativa. Come sapete la discussione sul DDL Gelmini è stata rinviata a dopo l’approvazione della legge finanziaria. La ragione di questo rinvio è la mancanza pressoché totale della copertura finanziaria dell’emendamento (proposto dalla maggioranza) che prevede l’istituzione di un fondo finalizzato alla copertura di 9000 posti nel periodo 2011−2016 da professore associato destinati agli attuali ricercatori. Si trattava del tentativo esplicito di spaccare il fronte della protesta ma neanche questo gli è riuscito. Come abbiamo sempre detto questa legge è fatta per tagliare ulteriormente le risorse e quindi non poteva prevedere oneri aggiuntivi.

Il dirimente parere negativo questa volta è stato espresso nientedimeno che dal Ministero del Tesoro, che ha praticamente bollato come vane le promesse fatte dal Ministro Gelmini a una parte di tutti quelli che in questi mesi si sono fermamente opposti all’approvazione dello sciagurato disegno di legge. L’ultimo sigillo è stato apposto dalla commissione Bilancio della camera che ha preferito rinviare definitivamente la discussione. E’ evidente che la protesta dei ricercatori, fondata sulla indisponibilità alla didattica aggiuntiva, ha avuto un ruolo determinante ma altrettanto importante è stato l’ impegno costante della nostra organizzazione finalizzato a costruire una vera coesione tra le diverse componenti e a promuovere la mobilitazione. Ciò ha consentito di evitare la corporativizzazione delle rivendicazioni. Le assemblee organizzate nelle ultime settimane insieme agli studenti e ai ricercatori strutturati e precari (ultima quella di Bologna) hanno avuto un ruolo importante nella costruzione di un fronte di lotta unitario.

A questo punto la vittoria di oggi, per molti insperata, dovrà essere capitalizzata attraverso una nuova e più intensa campagna di assemblee in tutti gli atenei.

L’obiettivo principale è recuperare le risorse scippate con la legge 133 legandole ad un nuovo discorso pubblico sull’università. Il DDL può e deve essere ritirato. L’università può e deve essere riformata a partire da un confronto vero con tutte le sue componenti.

Francesco Sinopoli


Bologna calling. 8 Ottobre 2010 Assemblea nazionale dei precari dell’università

29 settembre 2010

I Precari della Ricerca e della Docenza delle Università italiane esprimono tutta la loro contrarietà rispetto ai contenuti  della conferenza stampa tenuta il 22 Settembre 2010 dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e da quello dell’Economia, e rilevano che:

  • il ricatto esplicitamente formulato “prima la riforma e poi i soldi” è inaccettabile, perché la presunta “riforma” altro non è che un gigantesco progetto di smantellamento dell’università pubblica, che peggiorerà la qualità della didattica, cancellerà l’autonomia della ricerca scientifica, impedirà l’accesso ai ricercatori precari ed alle nuove generazioni e imporrà tasse sempre più alte agli studenti, selezionando per censo l’ingresso all’università e privando fasce consistenti della popolazione, in particolare molti tra i giovani delle regioni meridionali, del diritto ad un’istruzione di qualità;
  • l’imposizione al Parlamento dell’approvazione in tempi rapidissimi della riforma (alla Camera il 5 ottobre) si configura come l’ennesima forzatura di una maggioranza che non intende prestare il minimo ascolto ai soggetti interessati dal provvedimento;
  • i ministri hanno chiarito che per molti anni non ci saranno nuove assunzioni nelle università (di per sé un’affermazione inconcepibile in quasi tutti i paesi del mondo) dando così compimento all’operazione di licenziamento dei precari, che ricordiamo sono tra 60000 e 90000 (dati MIUR 2009), che dalla scuola viene definitivamente estesa anche all’Università.
  • Governo (e rettori) chiedono quindi ai ricercatori strutturati di scambiare le proprie prospettive di carriera con il futuro dell’istituzione in cui lavorano. Noi precari, invece, auspichiamo che i colleghi strutturati indisponibili respingano uno scambio così indecente e continuino a schierarsi, come ribadito nell’assemblea nazionale a Roma il 17 Settembre 2010, a difesa dell’università pubblica, mantenendo ferma la loro protesta ad oltranza;
  • è inaccettabile la doppiezza di molti Rettori che negli Atenei si sono dichiarati contrari al DdL, mentre la CRUI con la mozione del 23/9 si è pronunciata decisamente a favore della “riforma”.  La CRUI, anziché rendersi complice delle politiche della maggioranza, vigili piuttosto sul rispetto della legge 311/58 che, lo ricordiamo, consente ai rettori di proseguire il mandato oltre l’età della pensione solo se al momento dell’elezione si trovavano nella oramai abrogata posizione di fuori ruolo.

Affinché la necessaria solidarietà dei precari verso i ricercatori indisponibili si traduca in azioni concrete, i precari devono diventare parte attiva della protesta. Per opporci allo smantellamento dell’università pubblica invitiamo perciò i precari  di tutte le università italiane a mobilitarsi nei giorni 4, 5 e 6 Ottobre 2010 con iniziative di protesta e assemblee locali che dovranno accompagnare tutto il percorso del DdL alla Camera.

Indiciamo per il prossimo Venerdì 8 ottobre 2010 a Bologna un’Assemblea Nazionale dei Precari della Ricerca e della Docenza delle Università, aperta a tutte le componenti dell’Università, della Ricerca e della Scuola, i cui studenti manifesteranno nelle città italiane proprio in quella giornata, per raccogliere la partecipazione alle iniziative locali e organizzarne di ulteriori, coordinandoci a livello nazionale, e per sostenere i 5 punti del documento introduttivo allegato, con l’obiettivo prioritario di rafforzare la mobilitazione unitaria di tutto il mondo accademico contro lo smantellamento di Università e Ricerca pubblica.

Infine, esprimiamo la nostra solidarietà verso tutti i lavoratori, precari e non, che durante questo durissimo periodo di crisi stanno difendendo il proprio lavoro, e riteniamo che l’unificazione delle lotte sia l’unica strada efficace per rispondere all’aggressione che tutti stiamo subendo. In particolare auspichiamo che la nostra assemblea possa rappresentare un momento di confronto con i precari che già si sono organizzati in settori vicini al nostro, come scuola ed enti di ricerca, oltre che con i tanti precari e lavoratori in appalto che lavorano negli atenei italiani.

Precari universitari della Ricerca e della Docenza
ricercatoriprecari-dibattito@googlegroups.com

Ricercatori Precari Bologna

ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani

Assemblea dei ricercatori e docenti precari dell’Università di Pisa

Coordinamento Nazionale Precari dell’Università FLC-CGIL

Coordinamento Precari della Ricerca Catania

Coordinamento Precari della Ricerca del Politecnico di Torino

Coordinamento precari dell’Università di Torino

Coordinamento Ricercatori Precari Unife – Ferrara

FLC Cgil Catania

FLC Cgil Padova

FLC Cgil Pisa

FLC Cgil Veneto

Gruppo degli assegnisti e dei ricercatori non strutturati di Siena

Laboratori Precari (ROMA)

LINK – Coordinamento Universitario

Precari Invisibili della Ricerca (UNICAL)

Rete29Aprile – Ricercatori per una Università Pubblica, Libera, Aperta

 


Nessun baratto

24 settembre 2010

Comunicato del Coordinamento Nazionale Precari dell’Università FLC-CGIL

Il coordinamento nazionale dei precari dell’università FLC-CGIL ritiene un ricatto intollerabile le dichiarazioni del Ministro Gelmini sulla possibilità di barattare “riforme in cambio di risorse” per le università, già vessate dai tagli indifferenziati imposti dallo stesso Governo.

Durante una crisi economica mondiale, tutti i principali paesi sviluppati investono più risorse nella ricerca e nell’istruzione, salvando questi settori dai tagli globali necessari. Solo in Italia si mortificano irresponsabilmente l’Università, la Ricerca, e la Scuola pubbliche e, insieme alle istituzioni, si danneggiano tutti coloro che vi lavorano con dedizione e senso di responsabilità.  Così si danneggia l’intero sistema-paese, al quale si negano le basi per uno sviluppo futuro. Nel 2009 la spesa italiana per l’università è stata pari a 7,485 miliardi di euro, nel 2010 sarà pari a 7,206 miliardi e nel 2011 a 6,130 miliardi. Un vero e proprio massacro per l’università pubblica, proprio nel momento in cui, secondo gli ultimi rilevamenti, un giovane su tre è disoccupato. Nel pieno della peggiore recessione economica e sociale dell’Italia repubblicana il Governo rinuncia  ad una delle poche opportunità di crescita e progresso che ha disposizione: la formazione pubblica di qualità.

L’annuncio di una nuova, piccola e misera dotazione finanziaria per gli atenei, promessa dal ministro Tremonti in cambio di una rapida approvazione del DDL insieme alla lista delle priorità annunciate da Gelmini – università statali e soprattutto non statali, borse di studio solo agli studenti meritevoli, passaggi di ruolo da ricercatore a professore associato – mette in luce, per l’ennesima volta, l’assenza di un qualunque reale progetto di riforma unitaria dell’università pubblica e denota solo una visione parziale e semplicistica dei problemi e delle necessità del sistema nazionale universitario. Non una parola, durante la conferenza stampa del 22 settembre 2010, ha speso il Ministro Gelmini sulla qualità dell’offerta formativa, sulle tutele del diritto allo studio, sulla didattica, sul reclutamento di nuovi ricercatori, sulla rimozione del blocco del turn-over e l’avvicendamento generazionale, sullo sviluppo della ricerca, sulla democrazia negli atenei, sul superamento dei limiti ormai accertati del 3+2. A fronte delle sempre più estese proteste nelle università, niente di concreto. Nessuna cifra, nessuna data, nessun fatto, nessun progetto.

Dietro l’azione del Governo non c’è nessuna concertazione con il mondo dell’università e della ricerca, nonostante i proclami del Ministro. Nessuna delle richieste avanzate in questi mesi dalle associazioni di categoria, dalle rappresentanze sindacali e studentesche, dai coordinamenti di ricercatori precari e strutturati è stata presa in considerazione. Nessuna attenzione è stata prestata al documento votato dall’assemblea nazionale dei ricercatori del 17 settembre 2010.

Il DdL Gelmini è rimasto immutato e trasformerà l’università in una improduttiva fabbrica di disoccupati e precari, accrescerà il potere degli attuali “baroni”, sia nella gestione dei concorsi universitari che nei luoghi della governance, consegnerà responsabilità strategiche ai Consigli di Amministrazione, prevedibilmente disposti ad ogni tipo d’ingerenza, ed infine, con l’introduzione della figura del ricercatore a tempo determinato allungherà la già durissima “gavetta” dei ricercatori in formazione senza nessun tipo di garanzia e tutela per il loro futuro. In questo scenario il proposito del Ministro Gelmini di non destinare alcuna quota delle risorse eventualmente disponibili a nuovi ingressi nelle università suona come una insopportabile ingiustizia per tutti i precari della ricerca e della docenza che negli ultimi anni si sono già visti sbarrare la strada da tagli al finanziamento delle ricerche, limitazioni al turn-over e rallentamenti delle procedure concorsuali.

I ricercatori precari ritengono inoltre gravissimo che il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca accusi di irresponsabilità nei confronti degli studenti e delle loro famiglie i ricercatori universitari strutturati che in questi mesi hanno contrastato il disegno di legge sulla riforma universitaria dichiarandosi “indisponibili” ad assumere carichi didattici non obbligatori per legge. Il coordinamento nazionale dei precari dell’università FLC-CGIL sostiene, invece, i colleghi ricercatori strutturati “indisponibili” della Rete 29Aprile e, insieme a loro responsabilmente, respinge con forza l’accusa di essere causa di disagio per gli studenti.

Il coordinamento ribadisce che nessun baratto è accettabile sulla vita e sul lavoro degli oltre 100.000 precari della ricerca e della docenza che oggi sostengono il funzionamento dell’università in Italia e, così come annunciato a Roma il 17 Settembre 2010, si impegna ad organizzare insieme agli studenti, ai ricercatori e ai docenti un’ampia mobilitazione nei giorni 4, 5, e 6 Ottobre per fermare l’approvazione del DDL Gelmini.

Roma, 24 Settembre 2010

Coordinamento Nazionale Precari dell’Università FLC_CGIL


Dai ricercatori di Rete 29a: serve una mobilitazione coordinata di ricercatori, precari e studenti

23 settembre 2010

Il 17 Settembre si è svolta a Roma l’assemblea nazionale dei ricercatori organizzata da Rete29Aprile a La Sapienza.

Il documento finale approvato è l’esito di un confronto serrato con gli studenti e i ricercatori precari prima e durante l’assemblea.

Non a caso Rete29Aprile insiste su:

  1. ruolo unico della docenza,
  2. finanziamenti per Ricerca e Università,
  3. diritto allo studio,
  4. contratto unico pre-ruolo,
  5. distinzione tra reclutamento e progressione di carriera,
  6. governance democratica e trasparente.

Studenti e ricercatori tutti hanno poi concordato un calendario di mobiltazioni simultanee previste in tutti gli atenei per il 4,5,6, Ottobre: l’anno accadmeico non può iniziare come se niente fosse.

Anche questo è un passo importante che, seppur riconoscendone il valore, proietta  l’indisponibilità alla didattica dei ricercatori strutturati su una dimensione più ampia e generalizzata di opposizione al DdL. Era ora.

La parola torni ai ricercatori precari nei prossimi giorni.


Prepariamo le lotte in scuola-universita’-ricerca per settembre!

23 luglio 2010

Scuola-universita’-ricerca PUBBLICA: stanno vivendo ormai da anni un attacco senza precedenti da parte dell’attuale Governo, che decide di fare fuori anche tutti i precari.

Quali risposte da parte dei precari?

La mobilitazione in tutta Italia sta crescendo! I precari della scuola, organizzati in movimenti, comitati e organizzazioni sindacali, sono determinati ad ostacolare le decine di migliaia di nuovi licenziamenti previsti per il prossimo anno…oltre che difendere il carattere pubblico della Scuola. I precari di universita’ e ricerca si mobilitano per impedire la privatizzazione delle universita’ e la cancellazione della figura a tempo indeterminato di ricercatore, la riduzione dei finanziamenti o addirittura la chiusura degli enti pubblici di ricerca. Da anni ormai tutti i precari della conoscenza hanno costruito le loro lotte e riconquista dei diritti. Una battaglia di tutta, per tutta e con tutta la cittadinanza!

Una battaglia costruita anche insieme alla FLC CGIL, che dopo il Congresso in primavera ha introdotto una riforma dello Statuto per il riconoscimento di un vero e proprio Coordinamento Precari della Conoscenza nella categoria FLC. Il 15 maggio la prima riunione con i precari iscritti alla FLC, per costruire mobilitazioni e stati generali della Conoscenza. Sui territori, nelle regioni e a livello nazionale le lotte sono sempre andate avanti, e i precari si stanno preparando ad un autunno difficile, fatto di attacchi ai propri diritti, e veri e propri licenziamenti di massa. La protesta non si fermera’, sicuramente sara’ un autunno molto caldo!

Dal Piemonte arriva un contributo per la costruzione degli Stati Generali della Conoscenza dell’organizzazione sindacale, che vuole essere di stimolo alla riapertura della discussione sulla nascita dei coordinamenti precari della conoscenza e alla preparazione delle lotte di settembre.

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Un contributo piemontese agli Stati Generali della Conoscenza e alle lotte del prossimo autunno

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L’Europa, il Senato e noi…

21 luglio 2010

In attesa dell’avvio del confronto in Senato sul Disegno di Legge “Gelmini” 1905 vi segnaliamo un documento la Comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo “Un nuovo slancio per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione” e la nota congiunta della Flc Cgil e del Dipartimento Formazione e Ricerca della Cgil inviata alla Commissione con le osservazioni sul documento. Nella nota sono sottolineati la genericità, i punti di debolezza ma anche gli elementi positivi del documento.

Dal sito della Flc vi segnalo invece una nota con cui facciamo il punto della situazione prima dell’avvio del confronto in Senato. Facciamo, insomma, un pochino di chiarezza. Buona lettura…

Nelle prossime ore il Disegno di Legge 1905 sull’Università, c.d. “Gelmini”, andrà al voto del Senato. In queste settimane è cresciuto un forte movimento di opposizione tra i ricercatori a tempo indeterminato, che ruota intorno al rifiuto degli incarichi didattici. Molti Atenei non sono in grado di presentare il Manifesto degli Studi, e si susseguono prese di posizione degli Organi accademici ovunque. La Crui ed i singoli Rettori, in grande affanno, esprimono tentativi di far rientrare la protesta dei ricercatori, senza tuttavia prendere posizione esplicita contro il DDL. A seguito della manovra economica e dei tagli retributivi previsti, e anche come effetto della protesta dei ricercatori, ora anche associati e ordinari cominciano in misura crescente ad aderire alla protesta.

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