I GattoPardi dell’IDV e i loro emendamenti

16 marzo 2010

Pacchi, pacchetti e pacconi di emendamenti. Emenda qua, emendaLa legge della Gelmini. C’è da impazzire a leggerli tutti: ValdiTar, PDccini, GattoPardi… e siamo ancora in attesa di quelli eventualmente di Gelmonti!

Noi intanto ve li pubblichiamo tutti, poi voi vi fate un’idea. Evidentemente la gran parte di questi non saranno accolti, non passeranno. Hanno insomma un valore testimoniale. Magari pre-elettorale… E se vi leggete questi, qualche passata pre-elettorale forse la trovate. Ope-legis please… parliamo di altro. Di cosa? Leggete, leggete…

Non c’è che dire. Comoda la posizione di chi ha sempre detto che questo Disegno di legge è inemendabile. Forse troppo, ma decisamente comoda. Almeno lo stillicidio degli emendamenti ce lo siamo risparmiati (del resto, scusate, avevamo già dato con i precedenti governi…

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Gli emendamenti del governo?!

15 marzo 2010

meglio, gli emendamenti presentati da Valditara. Che siano quelli del governo? Forse che si, forse che no. Comunque appena giunti, caldi caldi. Neppure abbiamo avuto il tempo di leggerli. E ve li affidiamo. Commenteremo appena c’è tempo e voglia.

Un riassunto giuntoci chissà da dove e a seguire i testi relativi!

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In Senato….

4 marzo 2010

Intanto, è importante ricordare che è fissato a giovedì 11 marzo, ore 18, il termine per la presentazione in VII Commissione degli emendamenti al disegno di legge del Governo recante “Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché deroga al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario” (AS 1905): Il famigerato disegno di legge Gelmini. Vedremo quali sono gli emendamenti che governo e opposizione porteranno.

La nostra posizione è chiara, il disegno di legge, nel suo complesso, e in particolare per quanto riguarda le questioni relative a noi precari, è INEMENDABILE. Ed è parte di un più complesso sistema di interventi che – dalla 133 in poi passando per gli interventi sui requisiti minimi per i cdl, i tagli, il decreto Brunetta, la nuova rigidità amministrativa – riducono giorno dopo giorno il ruolo e l’automia degli atenei, senza con questo garantire meno arbitrio o più diritti e qualità. Qui in ballo è il futuro dell’università italiana…

Per quanto ci riguarda continueremo a chiedere il ritiro del disegno di legge Gelmini e l’abrogazione o il superamento della legge Moratti che cancella la figura del ricercatore a tempo indeterminato. E’ invece essenziale che la dignità della ricerca universitaria trovi in una figura legata prevalentemente al ricercatore a tempo indeterminato la sua espressione prevalente. Peraltro, il disegno Gelmini, tra pseudoTd e cancellazione dei ricercatori a tempo intederminato, rende il prossimo futuro campo di macelleria sociale e scontro tra ricercatori TD e TI che, in un contesto di risorse decrescenti e riduzione del sistema universitario, significa di guerra tra poverissimi (assegnisti e contrattisti) e i poveri più garantiti (i ricercatori TI) e quelli poco garantiti (i ricercatori TD) per il beneficio di pochi.

E’ stato infine approvato approvato definitivamente (3 marzo) il  disegno di legge AS 1167-B  (collegato lavoro): “il provvedimento reca disposizioni concernenti l’eleggibilità dei professori di seconda fascia alla carica di direttore di dipartimento (art. 8); la soppressione della norma che ricomprende i titolari di contratti di ricerca nella quota del 60 per cento delle risorse da destinare all’assunzione di ricercatori universitari (art. 9, c. 1); la valutazione delle pubblicazioni nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori (art. 9, c.2); la deroga per gli istituti ad ordinamento speciale dal rispetto delle quote nell’assunzione di personale docente (art. 10); l’eliminazione del limite del numero delle pubblicazioni nelle procedure di valutazione comparativa per posti di professore e ricercatore (art. 11); in caso di trasferimento dei ricercatori in servizio presso la Scuola superiore dell’economia e delle finanze alle università statali, trasferimento delle relative risorse (art. 12)”.

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Gelmini e la tenure

3 marzo 2010

Oggi il Ministro Gelmini ha discusso presso la VII Commissione del Senato il disegno di Legge 1905. Dopo il resoconto di Valditara di ieri, ecco quello del Ministro.

Avremmo voluto commentarlo approfonditamente. Solo quanto riportato sul sito è molto stringato e non dice (quasi) nulla. Prendiamo per esempio la questione tenure track. Lo abbiamo più volte detto: la tenure ha senso se, e solo se, fin dall’avvio dei contratti Td è accantonata la quota di budget per il reclutamento al temine dei 6 anni quando la valutazione/abilitazione sia positiva. Se non c’è questa condizione la tenure non è una tenure ma solo l’ennesimo contratto precario al cui termine c’è il nulla. Al cui termine non ci sono garanzie  di assunzione ma solo le incertezze dei budget di Ateneo…

E su questo punto la Gelmini dice nulla. Assolutamente nulla. Anzi dimostra di non aver capito assolutamente la questione in ballo, i termini del discorso.

Sulla questione finanziamento invece il ministro “Rammenta del resto che il processo di riordino e di risanamento si muove parallelamente rispetto al reperimento di risorse idonee a fronteggiare la difficile congiuntura economica”. In altri termini i soldi ve li diamo solo se fate come diciamo noi…

Infine, la ministra dice “ella ritiene grave alimentare un precariato senza difese e prospettive, reputando al contrario indispensabile chiarire con sollecitudine le reali capienze di organico”. ATTENTI, l’organico che serve all’Università non è solo quello necessario a mandare avanti la didattica (magari con centinaia di studenti stipati in una sola aula e corsi di studio ridotto al lumicino – come il ministro calcoli gli organici ci è ormai tristemente chiaro da quello che combina nella scuola) ma anche quello che è necessario per fare sul serio ricerca. E allora come pensa di definire il ministro l’organico necessario a fare didattica e ricerca? (sperando insomma che la Gelmini non pensi all’Università come ad una scuola un pò più grande, che si fa dopo la maturità, magari per corrispondenza…

A seguire il resoconto come pubblicato sul sito del Senato.

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