a 180′ dalla fine…

8 maggio 2010

A 180’ dalla fine del campionato, è giunto il momento di fare il punto della situazione. Se l’inter si avvia a vincere lo scudetto – e ci dispiace per il pupone che è quanto di meglio la pubblicità televisiva abbia prodotto negli ultimi anni – il sistema italiano dell’Univeristà è ormai stabilmente in zona retrocessione.

Prosegue, infatti, il lavoro in commissione Senato con l’approvazione o il rigetto degli emendamenti al Disegno di Legge Gelmini. Sul sito del CNU è possibile scaricare una versione del ddl “emendata”   sulla base del lavoro in commissione (anche se conviene far riferimento al link del Senato per gli aggiornamenti ufficiali). Siamo giunti all’art. 8. con la seduta del 5 maggio. Per fare una valutazione del lavoro fin qui fatto ci vorrebbe più tempo, ci sono limature sulla questione della governance – forse l’intervento più significativo è la modifica di quanto previsto per i membri esterni designati che deve essere “non inferiore a 3” (oppure 2 per gli Atenei più piccoli). Ci sono poi modifiche sostanziali allo stato giuridico. Insomma, avremo modo di commentare e analizzare più approfonditamente. Certamente l’impianto complessivo del ddl non ne viene modificato sostanzialmente.

La seconda questione è quella dei finanziamenti. Ancora, ad oggi, nessuna certezza sul FFO di quest’anno. Gli Atenei hanno approvato i propri bilanci di previsione senza alcun dato ufficiale relativo agli stanziamenti ministeriali di quest’anno. E avete forse letto della interrogazione parlamentare a firma Ghizzoni sul finanziamento al sistema Università per il prossimo anno: al deputato del Pd che segnala preoccupato una riduzione di oltre due punti e mezzo al FFO, l’onorevole Vito risponde che no, i tagli sono stati ridotti, e che la riduzione rispetto al 2009 è pari al 3,72 %. I segnali di sofferenza negli Atenei crescono, basti vedere quanto avviene a Pisa e Siena, la gestione provvisoria di bilancio di Atenei come La Sapienza e Federico II, il nuovo Prin.

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“News from Nowhere”

10 marzo 2010

Cari tutti,

siamo reduci, io ed un altro delegato ricercatore precario, dalla due giorni del congresso regionale FLC Sicilia.

Potrei raccontarvi degli interventi “indecenti”, perché nessuno ha osato contestarli, del dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Assessore Regionale all’Istruzione; potrei raccontarvi dei pranzi gattopardeschi e indigeribili, ma essenziali perché è lì che si discute davvero; potrei dirvi dell’assurdità dell’isolamento in cui lavorano le commissioni elettorali e politiche che producono gli esiti del congresso senza “sentire” il dibattito; potrei farvi arrabbiare sul serio con le melasse giovanilistiche (o paternalistiche?) su i giovani e il sindacato.

Ma potrei anche farvi tirare un sospiro di sollievo citando brevemente le conclusioni dei segretari di Flc Nazionale e di CGIL Regionale: il testo del DDL sulla riforma universitaria è inemendabile, il federalismo regionale non faccia da alibi per smantellare l’università e la scuola pubblica, statale.

Ma forse potrei addirittura strapparvi un sorriso descrivendovi gli allegri bagordi notturni e l’anima – e il corpo – gaudente di tanti lavoratori della conoscenza (i dettagli piccanti alla prossima).

O anche potrei solleticare il vostro orgoglio precario annunciandovi che dopo una piccola, ma campale, battaglia il comitato direttivo FLC Sicilia ha il suo rappresentante dei lavoratori, ricercatori e docenti, dell’università e il suo delegato al congresso regionale della Camera del Lavoro. E questo delegato è uno di noi, un ricercatore precario dell’università, eletto “fuori quota” ovvero non perché è giovane, donna o “altro”, ma solo perché è un “lavoratore della didattica e della ricerca universitaria”.

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