Bologna calling. 8 Ottobre 2010 Assemblea nazionale dei precari dell’università

I Precari della Ricerca e della Docenza delle Università italiane esprimono tutta la loro contrarietà rispetto ai contenuti  della conferenza stampa tenuta il 22 Settembre 2010 dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e da quello dell’Economia, e rilevano che:

  • il ricatto esplicitamente formulato “prima la riforma e poi i soldi” è inaccettabile, perché la presunta “riforma” altro non è che un gigantesco progetto di smantellamento dell’università pubblica, che peggiorerà la qualità della didattica, cancellerà l’autonomia della ricerca scientifica, impedirà l’accesso ai ricercatori precari ed alle nuove generazioni e imporrà tasse sempre più alte agli studenti, selezionando per censo l’ingresso all’università e privando fasce consistenti della popolazione, in particolare molti tra i giovani delle regioni meridionali, del diritto ad un’istruzione di qualità;
  • l’imposizione al Parlamento dell’approvazione in tempi rapidissimi della riforma (alla Camera il 5 ottobre) si configura come l’ennesima forzatura di una maggioranza che non intende prestare il minimo ascolto ai soggetti interessati dal provvedimento;
  • i ministri hanno chiarito che per molti anni non ci saranno nuove assunzioni nelle università (di per sé un’affermazione inconcepibile in quasi tutti i paesi del mondo) dando così compimento all’operazione di licenziamento dei precari, che ricordiamo sono tra 60000 e 90000 (dati MIUR 2009), che dalla scuola viene definitivamente estesa anche all’Università.
  • Governo (e rettori) chiedono quindi ai ricercatori strutturati di scambiare le proprie prospettive di carriera con il futuro dell’istituzione in cui lavorano. Noi precari, invece, auspichiamo che i colleghi strutturati indisponibili respingano uno scambio così indecente e continuino a schierarsi, come ribadito nell’assemblea nazionale a Roma il 17 Settembre 2010, a difesa dell’università pubblica, mantenendo ferma la loro protesta ad oltranza;
  • è inaccettabile la doppiezza di molti Rettori che negli Atenei si sono dichiarati contrari al DdL, mentre la CRUI con la mozione del 23/9 si è pronunciata decisamente a favore della “riforma”.  La CRUI, anziché rendersi complice delle politiche della maggioranza, vigili piuttosto sul rispetto della legge 311/58 che, lo ricordiamo, consente ai rettori di proseguire il mandato oltre l’età della pensione solo se al momento dell’elezione si trovavano nella oramai abrogata posizione di fuori ruolo.

Affinché la necessaria solidarietà dei precari verso i ricercatori indisponibili si traduca in azioni concrete, i precari devono diventare parte attiva della protesta. Per opporci allo smantellamento dell’università pubblica invitiamo perciò i precari  di tutte le università italiane a mobilitarsi nei giorni 4, 5 e 6 Ottobre 2010 con iniziative di protesta e assemblee locali che dovranno accompagnare tutto il percorso del DdL alla Camera.

Indiciamo per il prossimo Venerdì 8 ottobre 2010 a Bologna un’Assemblea Nazionale dei Precari della Ricerca e della Docenza delle Università, aperta a tutte le componenti dell’Università, della Ricerca e della Scuola, i cui studenti manifesteranno nelle città italiane proprio in quella giornata, per raccogliere la partecipazione alle iniziative locali e organizzarne di ulteriori, coordinandoci a livello nazionale, e per sostenere i 5 punti del documento introduttivo allegato, con l’obiettivo prioritario di rafforzare la mobilitazione unitaria di tutto il mondo accademico contro lo smantellamento di Università e Ricerca pubblica.

Infine, esprimiamo la nostra solidarietà verso tutti i lavoratori, precari e non, che durante questo durissimo periodo di crisi stanno difendendo il proprio lavoro, e riteniamo che l’unificazione delle lotte sia l’unica strada efficace per rispondere all’aggressione che tutti stiamo subendo. In particolare auspichiamo che la nostra assemblea possa rappresentare un momento di confronto con i precari che già si sono organizzati in settori vicini al nostro, come scuola ed enti di ricerca, oltre che con i tanti precari e lavoratori in appalto che lavorano negli atenei italiani.

Precari universitari della Ricerca e della Docenza
ricercatoriprecari-dibattito@googlegroups.com

Ricercatori Precari Bologna

ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani

Assemblea dei ricercatori e docenti precari dell’Università di Pisa

Coordinamento Nazionale Precari dell’Università FLC-CGIL

Coordinamento Precari della Ricerca Catania

Coordinamento Precari della Ricerca del Politecnico di Torino

Coordinamento precari dell’Università di Torino

Coordinamento Ricercatori Precari Unife – Ferrara

FLC Cgil Catania

FLC Cgil Padova

FLC Cgil Pisa

FLC Cgil Veneto

Gruppo degli assegnisti e dei ricercatori non strutturati di Siena

Laboratori Precari (ROMA)

LINK – Coordinamento Universitario

Precari Invisibili della Ricerca (UNICAL)

Rete29Aprile – Ricercatori per una Università Pubblica, Libera, Aperta

 

3 risposte a Bologna calling. 8 Ottobre 2010 Assemblea nazionale dei precari dell’università

  1. viky scrive:

    Come precari della ricerca e della didattica dell’Università italiana condanniamo con forza la presa di posizione della CRUI sul rinvio della discussione del DDL Gelmini alla camera.
    Secondo Decleva la mancata approvazione del DDL metterebbe a rischio “le procedure sul reclutamento che interessano tanti giovani studiosi meritevoli”. La realtà, come sanno bene tutti i precari universitari, è opposta: proprio il DDL cancella, per decine di migliaia di studiosi meritevoli, giovani e meno giovani, la prospettiva di ottenere un lavoro a condizioni dignitose, dopo anni di precariato selvaggio. Le parole di Decleva rappresentano un’offesa enorme alla verità, ma questo non ci sorprende. Conosciamo fin troppo bene quali siano le attenzioni che i rettori della CRUI sanno rivolgere alle nuove generazioni. Non dimentichiamo infatti che negli ultimi decenni le università da loro governate hanno costruito le proprie fortune sulla pelle di un’intera generazione di studiosi, ai quali viene negata quotidianamente la dignità di lavoratori. Né ci stupisce che si comportino da padroni dell’università pubblica, minacciando, ricattando e complottando, perché questo è il modo irrimediabilmente distorto che hanno di intendere il proprio ruolo.
    La CRUI, club privato di Università, è in palese conflitto di interesse, perché i rettori sarebbero i maggiori beneficiari del DDL, diventando veri e propri plenipotenziari delle nuove università
    disegnate dalla Ministra. Condizionati dai propri appetiti, i rettori della CRUI non possono certo rappresentare gli interessi dell’Università pubblica. Riconosciamo invece come suoi sinceri
    rappresentanti i numerosi senati accademici, consigli di facoltà e dipartimenti che, sconfessando la CRUI, si sono pronunciati a favore della protesta, contro questo DDL, e per il finanziamento adeguato dell’università pubblica. Siamo solidali con i colleghi ricercatori indisponibili e con gli studenti che si oppongono a questa riforma distruttiva. Ci appelliamo a queste componenti sane dell’università perché confermino e anzi rafforzino le proteste in atto contro un DDL dannoso, inemendabile e irrecuperabile in tutte le sue parti.

    Lo slittamento della discussione alla camera è la prova che la mobilitazione paga, che cancellare questo obbrobrio legislativo prima che sia approvato è possibile. Non possiamo e non dobbiamo mollare proprio adesso. Per questo offriamo a tutti i soggetti che si oppongono al DDL Gelmini la nostra assemblea nazionale, che si terrà a Bologna il prossimo 8 ottobre, come appuntamento, aperto al contributo di tutti, per rilanciare ulteriormente la mobilitazione.

    FIRMATO: Precari universitari della ricerca e della didattica – verso l’assemblea dell’ 8 ottobre

  2. L’ho sempre detto che l’aria stava diventando precaria.

  3. San Teobaldo scrive:

    [audio src="http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/CARBONERIA/Traccia%20nascosta%20Italia%20parte%20seconda.mp3" /]

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