Non c’è posto per te…. che fai? scendi?….

17 luglio 2010

Il clima è torrido e rovente. E non ci riferiamo solo a quello segnato dai bollettini meteorologici, ma anche a quello politico. Che sulle questioni universitarie sembra cuocere a fuoco lento i precari più di ogni altro. Ed allora si moltiplicano le inziative e i precari tornano a far sentire la loro voce e a porre il problema del precariato come l’indice di tutti i mali dell’Università e delle scellerataggini di questo governo. A tal proposito leggetevi le mirabolanti affermazioni della Gelmini, pensionamento, merito, 3+2…. Che dire? Usa il tema pensionamenti a 65 anni a favore dei precari contro i prof. poi però l’unica cosa che il governo ha fatto è rendere impossibile l’assunzione dei precari. Scommettiamo che mette tutti in pensione a 65 anni ma non recluta uno straccio di precario?

Ed allora noi pubblichiamo un appello stilato da tanti colleghi, da gruppi, sigle e singoli. Un appello che supportiamo e condividiamo e che firmiamo come singoli. Come movimento. Si sà, noi siamo piuttosto invisi a questo governo. Dovessero dire che insieme ai magistrati, ai docenti di scuola, ai professori universitari e ai ricercatori, alle regioni e ai comuni, alle associazioni di volontariato, agli abitanti de l’Aquila, al terzo settore, a medici, poliziotti e vigili del fuoco, alla banca d’Italia, alla corte costituzionale e chi più ne ha più ne metta anche i precari dell’Università sono tutti comunisti e partigiani (nell’ovvio senso che sono di parte). In effetti la Gelmini già lo dice nell’articolo…

Insomma, vi invitiamo a firmare e far circolare. Per far sentire la nostra voce, per trovarci ancora una volta insieme a difesa dei nostri diritti, e di una università di qualità che non si comporti con noi come il peggiore padroncino di fine ottocento coi suoi Braccianti.

 http://www.petitiononline.com/univit15/petition.html

Leggi il seguito di questo post »


docenza a contratto: il quadro del disastro

29 giugno 2010

seminario di riflessione sulla docenza a titolo gratuito e sul precariato intellettuale in tempi di attacco al sistema culturale e di smantellamento dell’università pubblica

ne parliamo con:

Daniela TurazzaOrdine degli Architetti della Provincia di Firenze

Ilaria AgostiniCoordinamento Docenti Precari Unifi

Leonardo CroattoFederazione Lavoratori della Conoscenza – CGIL

sono invitati gli studenti, i dottorandi, i ricercatori e i professori, il personale tecnico e amministrativo, e tutti i lavoratori precari gravitanti intorno all’università 

martedì 29 giugno, ore 12
facoltà di Architettura di Firenze
sede di Santa Verdiana, piazza Ghiberti 27, aula 4V

a cura di: Coordinamento Docenti Precari Unifi e FLC CGIL Firenze


CORSI E RICORSI. L’iniziativa del CODACONS per i docenti a contratto

15 giugno 2010

Il Codacons invita i docenti a contratto a ricorrere al TAR per il riconoscimento di «una giusta retribuzione e del trattamento previdenziale e assistenziale, oltre al pagamento delle differenze retributive già maturate»,  come ha dichiarato il suo presidente Carlo Rienzi.
La notizia sarebbe una vera bomba, se non fosse che ancora una volta il tentativo di costruire una dimensione collettiva di rivendicazione si infrange sulla strutturale frammentarietà dell’universo dei contratti universitari.

E non potrebbe essere altrimenti. A ciascuno il suo: visto il contratto, fai il ricorso.

Si legge, infatti, su «La Repubblica» del 13.o6.2010 che la strategia processuale proposta dal Codacons si articola in due fasi: la prima “a carico individuale” del docente e la seconda “collettiva e nazionale”. Insomma si tratterebbe di una class action senza la class, almeno nella prima fase. Oppure di una azione collettiva prioritariamente individuale?

Seppure apprezzabile nell’esito mediatico – riportare ancora una volta alla ribalta lo sproposito del ricorso ai contratti di insegnamento per tappare i buchi dell’offerta didattica negli atenei –  la proposta del Codacons suscita numerose perplessità proprio perché, delegando al singolo l’avvio dell’azione legale,  non affronta il nodo principale della questione dei docenti universitari precari: come rappresentare gli interessi di una categoria –  e chiamiamola classe, infine – di lavoratori che tale ancora non è.

Sparse le proprie opportunità di lavoro tra un’infinita varietà di contratti e consegnato il proprio futuro ad un’orda di “furbetti del contrattino”, quanti tra i docenti che guadagnano anche solo poche centinaia di euro sono disponibili ad intraprendere un’azione presso il TAR a proprie spese?

Quanti tra quelli che dall’anno prossimo rientrano nel taglio del 50% di co.co.co e “tempo determintato” imposto dalla finanziaria aggiuntiva?

Senza un progetto sul riconoscimento del ruolo dei docenti “in sub-appalto” come docenti universitari, questa iniziativa rischia di risolversi solo nell’ennesimo casus mediatico.

Ma forse i numeri delle adesioni potrebbero smentirci? Dateci notizia se partecipate.


Domani alla manifestazione!!!!

12 giugno 2010

Allora domani tutti in piazza  a Roma gli universitari e i ricercatori degli enti si vedono a piazza Esedra fra la fontana e la chiesa alle 14.30!

Qui il link alla pagina della manifestazione sul sito nazionale della FLC


Se non cambiera’… l’anno accademico non partira’!!!

24 maggio 2010
PROVE GENERALI DI RETTORATI ASSEDIATI!

Ore 15:00 18/5/10 - Studenti, ricercatori, precari, T/A dell'Universita' di Torino occupano il rettorato. Siamo in 1.000

18 Maggio 2010Giornata di mobilitazione nazionale contro il DDL Gelmini con occupazione dei rettorati.

Torino, Milano, Verona, Bologna, Genova, Firenze, Pisa, Siena, Roma, Napoli, Cagliari, Cosenza, Catania…. Da Nord a Sud una serie lunghissima di iniziative, rettorati e rettori assediati da un grande movimento di protesta contro le riforme antidemocratiche del sistema universitario italiano. Un grido unanime di condanna dei tagli indiscriminati al sistema universitario pubblico, che avranno come unico risultato lo stato di crisi degli Atenei. Studenti, ricercatori precari e strutturati, tecnici/amministrativi, esternalizzati… tutti, uniti nel rifiutare il processo di privatizzazione degli Atenei portato avanti dall’attuale Governo. Nel difendere la liberta’ di ricerca e docenza, fuori dalle logiche di mercato, gli studenti denunciano inoltre il rischio quanto mai attuale di aumento delle tasse universitarie.

18/5/10 - Rettorato del Politecnico occupato da 400 lavoratori e studenti

Mentre al Politecnico di Torino si organizza il pranzo precario prima dell’occupazione del rettorato, all’Universita’ di Torino, unico ateneo ad essere ancora occupato ad oltranza da martedi’ 18 maggio, il Rettore Pelizzetti e’ stato costretto a scrivere una lettera al Ministro Gelmini, dopo che aveva ricevuto mandato dal Senato Accademico.

Il 19 maggio si e’ tenuto invece un presidio di protesta di ricercatori, precari e studenti sotto il Senato a Roma, dove era in corso una seduta della VII Commissione. Nonostante la Commissione abbia ricevuto una delegazione di ricercatori, precari e studenti, non sono stati fatti significativi passi di apertura nei confronti dei lavoratori in mobilitazione e alcun passo indietro nelle politiche di tagli e privatizzazione al sistema universitario ne’ sulla cancellazione della figura di ricercatore a tempo indeterminato.

Intanto novita’ da macelleria sociale arrivano con le nuove bozze di DDL (vedi post sopra). E’ quanto mai necessaria un’apertura da parte del Governo, altrimenti le occupazioni continueranno a oltranza. Studenti, ricercatori e precari sono stati chiari: il prossimo anno accademico non partira’ finche’ non verranno accolte le loro rivendicazioni!


18 maggio al Politecnico e Universita’ di Torino – Giornata di lotta nelle Università –

17 maggio 2010

 

In occasione della Settimana di Mobilitazione negli Atenei italiani, al Politecnico e Universita’ di Torino studenti, tecnici/amministrativi, precari, ricercatori… saranno protagonisti dello stato di agitazione in data 18 maggio. Ecco i comunicati diffusi in questi giorni.

COSTRUIAMO UN’ALTERNATIVA A…

… i tagli dei finanziamenti della legge 133/2008 e 1/2009

… la riforma della governance in chiave dirigistica ed aziendalistica

… il mancato riconoscimento delle attività di docenza svolte dai ricercaori

… l’eliminazione di un’intera generazione di ricercatori precari

… l’inesistenza di un vero e meritocratico reclutamento

… l’inadeguatezza rispetto allo standard europeo del rapporto tra il numero di docenti e il numero di studenti

… questo e MOLTO ALTRO ANCORA!!

La lotta del personale tecnico ed amministrativo contro il dirigismo e l’aziendalismo striscianti dell’amministrazione del Politecnico si inscrive pienamente nelle iniziative contro il ddl Brunetta, contro i tagli al sistema delle università pubbliche e contro il ddl Gelmini. Con la controriforma Gelmini i privati e i potentati politici locali, in particolare le regioni, potranno designare il 40% o più dei membri dei nuovi consigli di amministrazione, che saranno i veri organi di governo degli atenei. Gli studenti saranno ammessi con un solo rappresentante, ovviamente del tutto ininfluente, e il personale tecnicoamministrativo sarà totalmente estromesso ed anche il personale docente rischierà di essere estromesso dalle scelte principali. Finisce quindi la farsa dell’autonomia e del governo democratico delle università, quando studenti e lavoratori partecipavano a CdA e Senati Accademici. Coi nuovi vincoli di bilancio e con la presenza dei privati negli organi di governo i rettori rinunceranno a parte dei propri poteri subordinandosi al governo, alle regioni, alle principali banche e aziende del territorio.

Al Politecnico di Torino il personale è sottoposto ad una sorta di sperimentazione per verificare fino a che punto può essere spremuto, stressato e sottoposto a inaccettabili pressioni psicologiche allo scopo di incrementare la produttività individuale. L’amministrazione lungi dall’opporsi ai tagli all’FFO e alla conseguente riduzione di personale vorrebbe scaricarne tutto il peso sulle categorie più deboli, studenti, precari, personale tecnico ed amministrativo e ricercatori. La recente firma della dichiarazione congiunta RSU- Rettore- pro Rettore e Presidente del Collegio dei Direttori di Dipartimento, che annulla il provvedimento unilaterale sulle chiusure e rimette in discussione i provvedimenti unilaterali sulla riorganizzazione dell’Ateneo è senza dubbio una vittoria del personale Tecnico ed Amministrativo, ma nulla è conquistato per sempre, diritti e salari devono essere sempre difesi.

Teniamo alto il livello della mobilitazione!

Martedì 18 Maggio

*

ore 11:15Assemblea ricercatori (invitati tutti i docenti), in Sala Consiglio di Facoltà <!–[endif]–><!–[if !ppt]–><!–[endif]–>

ore 12 assemblea personale TA cortile del rettorato- Aggiornamenti sulla trattativa dell’11 maggio ‘10- in pausa mensa;
*

ore 12.30 Assemblea generale/ pranzo bellavita (porta ciò che vorresti mangiare)

Tecnici ed amministrativi, studenti, ricercatori e precari,

partecipiamo uniti alla giornata di lotta contro ddl Gelmini!

Assemblee e occupazione dei rettorati in tutta Italia!

17/ 22 Maggio 2010 Settimana di mobilitazione nazionale- no ddl gelmini

Torino 14 Maggio 2010

RSU Politecnico di Torino

Cari assegnisti, borsisti, co.co.co., contrattisti del Politecnico,

come annunciato la settimana scorsa, con la convocazione dell’Assemblea Generale, dal 17 al 22 maggio (settimana prossima) è stato proclamato lo stato di mobilitazione nazionale indetta da tutte le sigle sindacali vicine al mondo della conoscenza.

Il Coordinamento dei Precari del Politecnico, durante l’Assemblea di lunedì 10 maggio, ha proposto di aderire accanto ai ricercatori alla settimana di mobilitazione; le modalità di partecipazione si sono focalizzate principalmente su un giorno: martedì 18 maggio.

In accordo con le altre categorie (ricercatori, studenti) in questi giorni abbiamo steso il programma della giornata, che vi sottoponiamo:

PROGRAMMA di martedì 18 MAGGIO

ore 11:15
Assemblea ricercatori (invitati tutti i docenti), in Sala Consiglio di Facoltà
<!–[endif]–><!–[if !ppt]–><!–[endif]–>

ore 12 assemblea personale TA cortile del rettorato- Aggiornamenti sulla trattativa dell’11 maggio ‘10- in pausa mensa;
*

ore 12.30 Assemblea generale/ pranzo bellavita (porta ciò che vorresti mangiare)

ore 13:30 <!–[endif]–><!–[if !ppt]–><!–[endif]–>

Occupazione del Rettorato

ore 15:30/17:30 – <!–[endif]–><!–[if !ppt]–><!–[endif]–>

Assemblea di precari e dottorandi in Aula 8D

ore 17.30 – Sorpresa!! Tutti in cortile!
 

L’ Assemblea del pomeriggio (mar. 18 dalle 15.30 alle 17.30) ci consentirà di portare a termine il lavoro iniziato lunedì scorso: finiremo di scrivere il documento che contiene la mozione integrativa che espone la posizione dei precari della ricerca del Politecnico di Torino a sostegno della protesta contro il DDL 1905 (c.d. Gelmini).

Lunedì 17 saranno inviate versioni aggiornate della proposta di mozione e delle slide presentate lo scorso lunedì, a valle degli ultimi emendamenti approvati in commissione cultura al Senato.
Aderite numerosi a tutta la giornata. Questo è il nostro momento di agire per contrastare una riforma iniqua e miope.

Alla mobilitazione aderiscono anche i “Ricercatori contro il DDL Gelmini”<!–[endif]–><!–[if !ppt]–><!–[endif]–>
Coordinamento Precari della Ricerca PoliTO

__________________________________________________________________________________

MOBILITAZIONE CONTRO IL DdL 1905 “Gelmini” sulla riforma dell’Università

 

Tutta l’Università di Torino si mobilita per dire NO:

• a tagli che comprometteranno fortemente il diritto allo studio, la qualità di didattica e ricerca e la sicurezza lavorativa di precari ed esternalizzati;

• all’aumento della contribuzione studentesca per coprire i tagli;

• all’emarginazione della ricerca dalle funzioni fondanti delle Università;

• alla deriva aziendalistica e dirigistica delle Università;

• alla marginalizzazione dei ricercatori attuali;

• alla progressiva estensione della precarizzazione della ricerca e della didattica, attualmente già a livelli drammatici.

Si associano nella protesta studenti, ricercatori, professori, precari della ricerca e della didattica ed il personale tecnico amministrativo, sia interno sia esternalizzato: tutti fortemente preoccupati per il futuro, ritengono che l’Università vada riformata ma non a discapito della sua natura pubblica e del rispetto di chi, da anni, lavora al suo interno, anche con forme contrattuali atipiche e prive di tutele.

Per opporsi a questo disegno di legge i ricercatori hanno annunciato la loro indisponibilità a svolgere attività didattica (non obbligatoria per legge): il prossimo anno accademico è quindi seriamente a rischio.

Invitiamo tutti a supportare la protesta aderendo alla

Settimana di mobilitazione

dal 17 al 22 maggio

con la sospensione di tutte le attività didattiche (lezioni, esami, ricevimenti) e la partecipazione alle assemblee pubbliche

  • Giovedì 13 maggio ore 9,15 in Rettorato: Assemblea del personale tecnico amministrativo indetta dalle rappresentanze sindacali
  • Martedì 18 maggio: Giornata nazionale di mobilitazione con occupazione simbolica del Rettorato. Ritrovo ore 14.00 davanti a Palazzo Nuovo per poi muoversi in corteo fino al Rettorato
  • Mercoledì 19 maggio: Manifestazione nazionale a Roma davanti al Parlamento

Immagini da http://colpo.org/


DDL Gelmini sull’università: è il momento di contrastare una vera e propria contro-riforma

17 maggio 2010

INIZIATIVE IN PROGRAMMA

L’Università italiana è al centro di un insieme di azioni e scelte politiche di Governo destinate a mutarne radicalmente il profilo e la missione. I provvedimenti già adottati e quelli in corso di predisposizione, a partire dalla Legge 133/08 per arrivare al DDL Gelmini attualmente in discussione al Senato, mordono profondamente nella carne del sistema universitario, attaccano in profondità i punti nevralgici del suo funzionamento, e determinano un’alterazione genetica radicale della sua identità.

Il taglio del finanziamento programmato fino al 2013 dalla Legge 133/08 è solo in parte ascrivibile alla logica del risparmio che ha colpito tutta la spesa pubblica. In realtà c’è, nella logica del Governo, anche l’idea di usare la leva finanziaria per “domare” un sistema troppo autonomo, in qualche modo percepito come non amico, o non sufficientemente amico, o decisamente ostile, per la libertà critica che istituzionalmente esprime. Il taglio, oltre a fare cassa, mette il sistema universitario di fronte ad un’alternativa drammatica: o sottomettersi e cooperare al progetto di Governo di ridisegno dell’identità di sistema, o lottare per l’autonomia e la sopravvivenza. Di fronte all’attacco profondo alla natura pubblica, autonoma e democratica del sistema, esiste a nostro avviso un’unica strada: un’azione coerente e coordinata di tutti gli Atenei, e di tutti coloro che nell’Università operano, per riconquistare un terreno di agibilità e sostenibilità del funzionamento. Purtroppo finora non è andata così: la gravità della situazione ha stentato a farsi strada nella consapevolezza degli attori, e la stessa rappresentanza istituzionale del sistema, la Conferenza dei Rettori, non ha prodotto iniziative all’altezza dei problemi in campo. Il Governo ha lavorato bene: la martellante campagna contro l’Università baronale, sede primaria di ogni genere di nequizie, si è accompagnata con la scelta oculata di parole d’ordine del tutto vuote di significato, ma utili a corroborare l’immagine del Governo del “fare”, che affronta di petto i problemi, e ristabilisce ordine, merito e trasparenza. Per questo, il processo di smantellamento dell’Università si sta realizzando in una bolla di silenzio, con un’opinione pubblica del tutto disinformata e non avvertita delle conseguenze a lungo termine dell’azione di Governo, quando non esplicitamente e ideologicamente prevenuta. Spesso anche dentro l’Università, tra i docenti, si stenta a cogliere la portata radicale e strutturale dei provvedimenti, e ci si attarda su punti parzialissimi e specifici, nel tentativo inconscio di trovare qualche lato positivo nel disegno.

A nostro avviso, non è il momento di lavorare di cesello su un impianto che ha bisogno di qualche messa a punto. È il momento di contrastare una vera e propria contro-riforma, e riaffermare i nodi veri che l’Università dovrebbe affrontare: meccanismi di finanziamento, reclutamento ordinario e straordinario, modelli di stato giuridico, diritto allo studio, forme di governo efficace e partecipato, offerta didattica, valutazione e riconoscimento del merito e della qualità. Su tutti questi punti la FLC CGIL, e la maggior parte delle Associazioni della docenza, hanno elaborato da tempo proposte concrete di merito, radicalmente alternative alla ricetta Gelmini di cui oggi si discute.

Da qui occorre ripartire: da come si tiene insieme la natura pubblica e democratica dell’Università, (condizione indispensabile perché essa possa svolgere quel ruolo di garante dell’opportunità dell’accesso al sapere per tutti che la nostra Costituzione prevede), con la qualità media degli esiti formativi e di ricerca per grandi numeri di studenti. Nel progetto di Governo, la risposta alla difficile sfida dell’equilibrio tra Università di massa e Università di qualità è formulata in modo brutalmente semplificatorio: un’Università ridotta nei numeri, povera di risorse pubbliche, governata in modo autoritario e centralizzato da piccole élites, fortemente sottoposta al centralismo ministeriale, in cui il lavoro servile dei precari e degli stessi ricercatori si consolida come modalità stabile di funzionamento, senza reclutamento che nei prossimi anni sostituisca i tanti pensionamenti previsti. Un’Università senza qualità, abbandonata a se stessa; ma anche un’Università per pochi, non in grado di rispondere alla domanda di formazione superiore del Paese.

Per questo la FLC CGIL, insieme con tutte le Organizzazioni e Associazioni della docenza, ha proclamato una settimana di mobilitazione dal 17 al 22 maggio, nella quale si renda visibile, in ogni forma possibile, il malessere che percorre i nostri Atenei: lezioni pubbliche, dibattiti con gli studenti, informazione all’opinione pubblica; una settimana che avrà come momenti clou l’occupazione simbolica dei Rettorati il 18, e la manifestazione davanti al Senato la mattina del 19.

Perché il momento di mobilitarsi è adesso, non a ottobre o novembre, adesso che il DDL è in discussione, prima che il danno venga prodotto.
E occorre mobilitarsi tutti insieme: docenti, ricercatori, precari, lettori, tecnici e amministrativi, studenti. Sbaglia chi si illude di ritagliarsi nel quadro generale soluzioni parziali e di continuare a pensare “io speriamo che me la cavo”. In questo quadro, le soluzioni sono complessive e interdipendenti: non c’è una soluzione vera ai problemi dei ricercatori se non si affrontano in modo adeguato i nodi del reclutamento, del futuro dei giovani, dello stato giuridico che riconosca il lavoro svolto. Non c’è soluzione per il diritto allo studio se non si affronta il nodo del finanziamento. Non c’è soluzione ai temi del merito se non si realizza un vero meccanismo di valutazione.

Si potrebbe continuare a lungo. Vi chiediamo, a tutti voi che operate nell’Università, uno sforzo corale e collettivo di mobilitazione, perché non c’è solo in gioco il destino delle tante persone che hanno fatto dell’Università il centro della propria vita: c’è in ballo il destino di un’istituzione decisiva per la nostra società e il nostro Paese.

Roma, 17 maggio 2010