Prepariamo le lotte in scuola-universita’-ricerca per settembre!

23 luglio 2010

Scuola-universita’-ricerca PUBBLICA: stanno vivendo ormai da anni un attacco senza precedenti da parte dell’attuale Governo, che decide di fare fuori anche tutti i precari.

Quali risposte da parte dei precari?

La mobilitazione in tutta Italia sta crescendo! I precari della scuola, organizzati in movimenti, comitati e organizzazioni sindacali, sono determinati ad ostacolare le decine di migliaia di nuovi licenziamenti previsti per il prossimo anno…oltre che difendere il carattere pubblico della Scuola. I precari di universita’ e ricerca si mobilitano per impedire la privatizzazione delle universita’ e la cancellazione della figura a tempo indeterminato di ricercatore, la riduzione dei finanziamenti o addirittura la chiusura degli enti pubblici di ricerca. Da anni ormai tutti i precari della conoscenza hanno costruito le loro lotte e riconquista dei diritti. Una battaglia di tutta, per tutta e con tutta la cittadinanza!

Una battaglia costruita anche insieme alla FLC CGIL, che dopo il Congresso in primavera ha introdotto una riforma dello Statuto per il riconoscimento di un vero e proprio Coordinamento Precari della Conoscenza nella categoria FLC. Il 15 maggio la prima riunione con i precari iscritti alla FLC, per costruire mobilitazioni e stati generali della Conoscenza. Sui territori, nelle regioni e a livello nazionale le lotte sono sempre andate avanti, e i precari si stanno preparando ad un autunno difficile, fatto di attacchi ai propri diritti, e veri e propri licenziamenti di massa. La protesta non si fermera’, sicuramente sara’ un autunno molto caldo!

Dal Piemonte arriva un contributo per la costruzione degli Stati Generali della Conoscenza dell’organizzazione sindacale, che vuole essere di stimolo alla riapertura della discussione sulla nascita dei coordinamenti precari della conoscenza e alla preparazione delle lotte di settembre.

___________________________________

Un contributo piemontese agli Stati Generali della Conoscenza e alle lotte del prossimo autunno

Leggi il seguito di questo post »


L’Europa, il Senato e noi…

21 luglio 2010

In attesa dell’avvio del confronto in Senato sul Disegno di Legge “Gelmini” 1905 vi segnaliamo un documento la Comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo “Un nuovo slancio per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione” e la nota congiunta della Flc Cgil e del Dipartimento Formazione e Ricerca della Cgil inviata alla Commissione con le osservazioni sul documento. Nella nota sono sottolineati la genericità, i punti di debolezza ma anche gli elementi positivi del documento.

Dal sito della Flc vi segnalo invece una nota con cui facciamo il punto della situazione prima dell’avvio del confronto in Senato. Facciamo, insomma, un pochino di chiarezza. Buona lettura…

Nelle prossime ore il Disegno di Legge 1905 sull’Università, c.d. “Gelmini”, andrà al voto del Senato. In queste settimane è cresciuto un forte movimento di opposizione tra i ricercatori a tempo indeterminato, che ruota intorno al rifiuto degli incarichi didattici. Molti Atenei non sono in grado di presentare il Manifesto degli Studi, e si susseguono prese di posizione degli Organi accademici ovunque. La Crui ed i singoli Rettori, in grande affanno, esprimono tentativi di far rientrare la protesta dei ricercatori, senza tuttavia prendere posizione esplicita contro il DDL. A seguito della manovra economica e dei tagli retributivi previsti, e anche come effetto della protesta dei ricercatori, ora anche associati e ordinari cominciano in misura crescente ad aderire alla protesta.

Leggi il seguito di questo post »


La Flc Cgil scrive alla Crui….

14 luglio 2010

Roma, 14 luglio 2010

Prot. n. 239/2010 DP/rg-gr

Prof. Enrico Decleva

Presidente della CRUI

Piazza Rondinini, 48

00186 Roma

Oggetto: Richiesta di incontro.

Egregio Presidente,

 In data 8 luglio la CRUI ha approvato all’unanimità un documento contenente richieste programmatiche e puntuali che evidenziano il punto di vista della Conferenza dei Rettori sulla riforma universitaria in discussione in Parlamento.

La FLC CGIL giudica grave l’auspicio della CRUI di una rapida approvazione del disegno di legge (Gelmini) e ritiene contraddittorie e inefficaci le proposte presentate. La CRUI non raccoglie le posizioni espresse dai Ricercatori, dai Precari e dagli Studenti assunte nei confronti delle politiche del Governo, in particolare sul DDL 1905. La Conferenza dei Rettori finge ancora una volta di ignorare che questo disegno di legge comporta non solamente un complessivo ridisegno della Governance universitaria, ma anche interventi normativi pesanti sul sistema del diritto allo studio, sullo stato giuridico e sul reclutamento.

Peraltro, le proposte presentate dalla Conferenza dei Rettori non offrono nessuna soluzione convincente ai problemi articolati posti dai Ricercatori universitari, ignorando l’urgente problema del rinnovamento della docenza che necessita del simultaneo contributo dei precari e dei ricercatori, e invece rischiano di mettere in contrasto le diverse figure. Proposte, peraltro, contraddittorie che oscillano dal riconoscimento di un titolo quale quello del professore aggregato ad una ipotesi di reclutamento straordinario per i soli Ricercatori ad esaurimento. E che sembrano piuttosto fornire false “rassicurazioni” nei confronti dei ricercatori al fine di far rientrare le mobilitazioni in atto. Mobilitazioni che hanno messo in grave difficoltà il Governo suscitando nell’opinione pubblica, in particolare negli studenti e nelle loro famiglie, la giusta preoccupazione per il futuro dell’Università Italiana.

Tutto ciò mentre in alcuni Atenei vengono minacciate gravi iniziative di dissuasione quando non di vera e propria sanzione dei Ricercatori dichiaratisi indisponibili ad assumere carichi didattici non obbligatori per legge, iniziative contro cui la FLC CGIL si riserva di adire anche per vie legali a tutela dei lavoratori coinvolti.

La FLC CGIL ribadisce il proprio impegno a difesa del sistema pubblico dell’Università e della Ricerca e a tutela dei lavoratori. Sottolinea la necessità di una riforma che preveda un vero ruolo unico articolato su più fasce, il superamento della messa ad esaurimento dei Ricercatori e meccanismi di reclutamento in grado di dare risposta qualitative e quantitative alle attese dei giovani e all’invecchiamento del sistema.

 Su questi temi, la FLC CGIL chiede un incontro urgente con la Conferenza dei Rettori.

Distinti saluti.

Domenico Pantaleo


Bottom-Up. Il segretario è precario, il precario è segretario

14 luglio 2010

Martedì 13 Luglio la FLC, federazione dei lavoratori della conoscenza della CGIL, ha eletto la segreteria nazionale, ovvero il suo più alto organo di rappresentanza e governo. Tra i nuovi segretari nazionali c’è Francesco Sinopoli.  Sinopoli è il primo ricercatore precario a “scalare i vertici” di un sindacato confederale, dell’unico che abbia al suo interno un coordinamento nazionale di ricercatori precari dell’università, il nostro. Non è poco. Ed è una buona notizia.

Adesso è tutta in salita, ma c’è la strada tracciata. Buon lavoro.


docenza a contratto: il quadro del disastro

29 giugno 2010

seminario di riflessione sulla docenza a titolo gratuito e sul precariato intellettuale in tempi di attacco al sistema culturale e di smantellamento dell’università pubblica

ne parliamo con:

Daniela TurazzaOrdine degli Architetti della Provincia di Firenze

Ilaria AgostiniCoordinamento Docenti Precari Unifi

Leonardo CroattoFederazione Lavoratori della Conoscenza – CGIL

sono invitati gli studenti, i dottorandi, i ricercatori e i professori, il personale tecnico e amministrativo, e tutti i lavoratori precari gravitanti intorno all’università 

martedì 29 giugno, ore 12
facoltà di Architettura di Firenze
sede di Santa Verdiana, piazza Ghiberti 27, aula 4V

a cura di: Coordinamento Docenti Precari Unifi e FLC CGIL Firenze


DDL Gelmini sull’università: è il momento di contrastare una vera e propria contro-riforma

17 maggio 2010

INIZIATIVE IN PROGRAMMA

L’Università italiana è al centro di un insieme di azioni e scelte politiche di Governo destinate a mutarne radicalmente il profilo e la missione. I provvedimenti già adottati e quelli in corso di predisposizione, a partire dalla Legge 133/08 per arrivare al DDL Gelmini attualmente in discussione al Senato, mordono profondamente nella carne del sistema universitario, attaccano in profondità i punti nevralgici del suo funzionamento, e determinano un’alterazione genetica radicale della sua identità.

Il taglio del finanziamento programmato fino al 2013 dalla Legge 133/08 è solo in parte ascrivibile alla logica del risparmio che ha colpito tutta la spesa pubblica. In realtà c’è, nella logica del Governo, anche l’idea di usare la leva finanziaria per “domare” un sistema troppo autonomo, in qualche modo percepito come non amico, o non sufficientemente amico, o decisamente ostile, per la libertà critica che istituzionalmente esprime. Il taglio, oltre a fare cassa, mette il sistema universitario di fronte ad un’alternativa drammatica: o sottomettersi e cooperare al progetto di Governo di ridisegno dell’identità di sistema, o lottare per l’autonomia e la sopravvivenza. Di fronte all’attacco profondo alla natura pubblica, autonoma e democratica del sistema, esiste a nostro avviso un’unica strada: un’azione coerente e coordinata di tutti gli Atenei, e di tutti coloro che nell’Università operano, per riconquistare un terreno di agibilità e sostenibilità del funzionamento. Purtroppo finora non è andata così: la gravità della situazione ha stentato a farsi strada nella consapevolezza degli attori, e la stessa rappresentanza istituzionale del sistema, la Conferenza dei Rettori, non ha prodotto iniziative all’altezza dei problemi in campo. Il Governo ha lavorato bene: la martellante campagna contro l’Università baronale, sede primaria di ogni genere di nequizie, si è accompagnata con la scelta oculata di parole d’ordine del tutto vuote di significato, ma utili a corroborare l’immagine del Governo del “fare”, che affronta di petto i problemi, e ristabilisce ordine, merito e trasparenza. Per questo, il processo di smantellamento dell’Università si sta realizzando in una bolla di silenzio, con un’opinione pubblica del tutto disinformata e non avvertita delle conseguenze a lungo termine dell’azione di Governo, quando non esplicitamente e ideologicamente prevenuta. Spesso anche dentro l’Università, tra i docenti, si stenta a cogliere la portata radicale e strutturale dei provvedimenti, e ci si attarda su punti parzialissimi e specifici, nel tentativo inconscio di trovare qualche lato positivo nel disegno.

A nostro avviso, non è il momento di lavorare di cesello su un impianto che ha bisogno di qualche messa a punto. È il momento di contrastare una vera e propria contro-riforma, e riaffermare i nodi veri che l’Università dovrebbe affrontare: meccanismi di finanziamento, reclutamento ordinario e straordinario, modelli di stato giuridico, diritto allo studio, forme di governo efficace e partecipato, offerta didattica, valutazione e riconoscimento del merito e della qualità. Su tutti questi punti la FLC CGIL, e la maggior parte delle Associazioni della docenza, hanno elaborato da tempo proposte concrete di merito, radicalmente alternative alla ricetta Gelmini di cui oggi si discute.

Da qui occorre ripartire: da come si tiene insieme la natura pubblica e democratica dell’Università, (condizione indispensabile perché essa possa svolgere quel ruolo di garante dell’opportunità dell’accesso al sapere per tutti che la nostra Costituzione prevede), con la qualità media degli esiti formativi e di ricerca per grandi numeri di studenti. Nel progetto di Governo, la risposta alla difficile sfida dell’equilibrio tra Università di massa e Università di qualità è formulata in modo brutalmente semplificatorio: un’Università ridotta nei numeri, povera di risorse pubbliche, governata in modo autoritario e centralizzato da piccole élites, fortemente sottoposta al centralismo ministeriale, in cui il lavoro servile dei precari e degli stessi ricercatori si consolida come modalità stabile di funzionamento, senza reclutamento che nei prossimi anni sostituisca i tanti pensionamenti previsti. Un’Università senza qualità, abbandonata a se stessa; ma anche un’Università per pochi, non in grado di rispondere alla domanda di formazione superiore del Paese.

Per questo la FLC CGIL, insieme con tutte le Organizzazioni e Associazioni della docenza, ha proclamato una settimana di mobilitazione dal 17 al 22 maggio, nella quale si renda visibile, in ogni forma possibile, il malessere che percorre i nostri Atenei: lezioni pubbliche, dibattiti con gli studenti, informazione all’opinione pubblica; una settimana che avrà come momenti clou l’occupazione simbolica dei Rettorati il 18, e la manifestazione davanti al Senato la mattina del 19.

Perché il momento di mobilitarsi è adesso, non a ottobre o novembre, adesso che il DDL è in discussione, prima che il danno venga prodotto.
E occorre mobilitarsi tutti insieme: docenti, ricercatori, precari, lettori, tecnici e amministrativi, studenti. Sbaglia chi si illude di ritagliarsi nel quadro generale soluzioni parziali e di continuare a pensare “io speriamo che me la cavo”. In questo quadro, le soluzioni sono complessive e interdipendenti: non c’è una soluzione vera ai problemi dei ricercatori se non si affrontano in modo adeguato i nodi del reclutamento, del futuro dei giovani, dello stato giuridico che riconosca il lavoro svolto. Non c’è soluzione per il diritto allo studio se non si affronta il nodo del finanziamento. Non c’è soluzione ai temi del merito se non si realizza un vero meccanismo di valutazione.

Si potrebbe continuare a lungo. Vi chiediamo, a tutti voi che operate nell’Università, uno sforzo corale e collettivo di mobilitazione, perché non c’è solo in gioco il destino delle tante persone che hanno fatto dell’Università il centro della propria vita: c’è in ballo il destino di un’istituzione decisiva per la nostra società e il nostro Paese.

Roma, 17 maggio 2010


Comunicato Flc – L’Università italiana è una ricchezza ed un’opportunità per l’intero Paese

15 maggio 2010

La prossima settimana, dal 17 al 22 maggio, le Organizzazioni e associazioni della docenza universitaria hanno indetto una settimana di mobilitazione in tutte le Università.

La mobilitazione avrà i suoi momenti più significativi nell’occupazione dei Rettorati martedì 18 e in una manifestazione a Roma davanti al Senato mercoledì 19 alle ore 10.30.

Le ragioni della protesta sono legate alla drammatica condizione in cui versano gli Atenei per effetto dei tagli al finanziamento in parte già attuati, ed in parte da attuare nel 2011 e 2012. Una proiezione della Conferenza dei Rettori stima al 1 gennaio 2011 il momento di insostenibilità finanziaria per gran parte degli Atenei. Già oggi molte Università sono in una condizione di deficit crescente che impone il taglio dei corsi, dell’offerta formativa, della ricerca; in qualche caso hanno annunciato l’impossibilità a breve di pagare gli stipendi al personale.

A ciò si aggiunge il Disegno di Legge Gelmini in discussione al Senato, che rappresenta una vera e propria controriforma destinata a mutare radicalmente il funzionamento e la missione dell’Università, alterandone la natura aperta e democratica attraverso norme centralistiche e autoritarie, disegnando un’Università pubblica sempre più povera di risorse e qualità, destinata ai pochi che se la possono permettere, con un attacco frontale al diritto allo studio; un’Università governata da élites ristrette, e popolata di precari senza futuro, sottopagati e costretti ad un lavoro servile. Un’Università che nega le opportunità di formazione ai giovani, e che mortifica i talenti e il merito.

La prossima settimana vedrà la protesta di tutti coloro che lavorano negli Atenei: docenti, ricercatori, precari, lettori e personale tecnico-amministrativo insieme con gli studenti. Insieme per dire NO alla distruzione del sistema pubblico di alta formazione, e per ribadire che l’Università italiana è una ricchezza ed un’opportunità per l’intero Paese.

Roma, 14 maggio 2010