26 gennaio 2011

IERI NELL’UNIVERSITA’, OGGI A MIRAFIORI, DOMANI OVUNQUE

Nessun futuro per ciascuno, senza i diritti di tutti


La vertenza Fiat-Mirafiori è il segno più evidente del percorso di smantellamento e distruzione del sistema delle relazioni sindacali che, nel quadro generale di crisi economica e produttiva, mina alla base le possibilità di sviluppo futuro del Paese, e quindi la ripresa degli investimenti anche in formazione, ricerca e innovazione. Dopo aver compromesso la possibilità di progressione sociale attraverso lo studio per intere generazioni di studenti e ricercatori universitari, dopo aver svuotato l’autonomia e la libertà della ricerca e logorato la scuola e l’Università pubblica con tagli e “riforme” scellerate, il Governo appoggia la dirigenza FIAT nella cancellazione dei diritti sindacali. La lotta degli operai e della Fiom rappresenta la difesa coerente di un modello sindacale, conquistato con anni di lotte, che ha alla base: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, lo statuto dei lavoratori e la rappresentanza democraticamente eletta. Non si tratta perciò di una questione che riguarda soltanto il settore metalmeccanico, ma che abbraccia l’intero sistema sociale ed economico italiano. Noi precari dell’Università conosciamo bene le fragilità di una condizione di lavoro sganciata dal sistema collettivo di tutele dei diritti dei lavoratori, priva di rappresentanza sindacale ma ricca di contratti, uno per ciascuno, che scadono e poi, forse, si rinnovano nell’ambito di relazioni lavorative a carattere individuale, in cui a dire l’ultima parola non è certo la parte più debole (cioè il lavoratore, solo di fronte alla controparte datoriale). Noi precari dell’Università vediamo con chiarezza nel Referendum proposto dalla FIAT ai lavoratori di Mirafiori il tentativo di affermare la modalità “una testa, un contratto, un destino” che è alla base della ricattabilità e della precarietà dei lavoratori nel mercato del lavoro, quale condizione strutturale e sistematica, e non più transitoria ed eccezionale, così come abbiamo imparato a conoscerla nelle Università e nelle scuole.

 

  • Votare NO al Referendum è necessario per contrastare quella logica ricattatoria secondo la quale gli investimenti produttivi sono legati alla cancellazione della libera rappresentanza sindacale.
  • Scegliere NO significa difendere la democrazia nei posti di lavoro e contrastare condizioni contrattuali che offendono la dignità degli operai e dei lavoratori tutti.
  • Sostenere il NO serve a dimostrare che la rinuncia ad innovare produzione e modi di produrre è, e deve essere sempre considerato, un investimento a perdere e non viceversa.

 

In realtà, si tratta dell’introduzione di un modello neo-corporativo di relazioni sindacali, smerciato come un brutto accordo da accettare in una fase di crisi, per poi “rifarsi” quando arriveranno tempi migliori. Di fatto è invece un’iniziativa guidata, non da un piano industriale di innovazione e rilancio dell’azienda (annunciato, ma mai illustrato nel dettaglio), ma da logiche finanziarie che tendono a massimizzarne i rendimenti azionari nel breve termine, con vantaggi per la proprietà, il management e gli istituti di credito finanziatori, e che non garantiscono in nessun modo il permanere degli investimenti nel nostro Paese per gli anni a venire.

Da ultimo ma non meno importante, il “modello Mirafiori” lede tre diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto di sciopero, il diritto di rappresentanza democratica, il diritto alla salute.

 

Noi precari dell’Università del Coordinamento Nazionale FLC CGIL ci schieriamo a difesa dei diritti fondamentali di cittadini e lavoratori, di chi li ha ancora e di quelli che ancora ne devono godere, e il 28 Gennaio 2010 saremo a Torino – oltre che in tutte le piazze del Paese – per manifestare a fianco degli operai della FIAT, insieme agli studenti delle scuole e delle Università.

Tuttavia, questa solidarietà non sarà sufficiente se non accompagnata da scelte determinate a difesa di tutti i lavoratori. Auspichiamo, quindi, che la segreteria nazionale FLC CGIL si faccia promotrice, insieme con la FIOM, presso la segreteria confederale Cgil, della necessità di proclamare uno sciopero generale.

 

Roma, 14 Gennaio 2010

 

Coordinamento Nazionale Precari Università FLC-CGIL

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Bottom-Up. Il segretario è precario, il precario è segretario

14 luglio 2010

Martedì 13 Luglio la FLC, federazione dei lavoratori della conoscenza della CGIL, ha eletto la segreteria nazionale, ovvero il suo più alto organo di rappresentanza e governo. Tra i nuovi segretari nazionali c’è Francesco Sinopoli.  Sinopoli è il primo ricercatore precario a “scalare i vertici” di un sindacato confederale, dell’unico che abbia al suo interno un coordinamento nazionale di ricercatori precari dell’università, il nostro. Non è poco. Ed è una buona notizia.

Adesso è tutta in salita, ma c’è la strada tracciata. Buon lavoro.


I precari della ricerca si uniscono agli operai di Pomigliano d’Arco contro le risposte autoritarie alla crisi

21 giugno 2010

Gli invisibili della ricerca, riuniti nel “Coordinamento nazionale dei precari dell’università FLC-CGIL”, manifestano la propria solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco costretti alla grave scelta tra diritti e lavoro.

I precari della ricerca, da un decennio afflitti dalla perdurante assenza di diritti previdenziali, assistenziali e sindacali, schiacciati dal peso di un lavoro con retribuzioni esigue o nulle, chiedono ad una sola voce con gli operai di Pomigliano che il rispetto dei diritti dei lavoratori sanciti dall’art. 23 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – promossa dalle Nazioni Unite per tutti gli stati membri – venga posto come priorità nell’affrontare la crisi economico-finanziaria che sta investendo l’occidente industrializzato.  Crisi che è innanzitutto della cultura e della politica, incapace in Italia di offrire soluzioni alla contrazione economica che salvaguardino la partecipazione e l’equità fra i lavoratori: ne derivano, da una parte, i tagli all’istruzione pubblica, che tradotti in termini sociali corrispondono al licenziamento di decine di migliaia di docenti-ricercatori precari; dall’altra un modello autoritario dove è “l’ideologia” ad organizzare il lavoro, anziché la “scienza” come accadeva ad esempio nelle fabbriche di Adriano Olivetti.

La resistenza all’accettazione passiva del regresso culturale, politico e sociale che annulla le conquiste delle nostre madri e dei nostri padri, ci unisce agli operai in questa battaglia che assume valore di simbolo – noi col peccato originale del lavoro intellettuale – nel ribadire che non c’è colpa da espiare.

Il 25 Giugno i precari della ricerca e dell’università saranno a fianco dei lavoratori di Pomigliano d’Arco nel giorno dello sciopero generale indetto dalla CGIL.

Roma, 21 giugno 2010
Coordinamento nazionale precari dell’università FLC-CGIL


Domani alla manifestazione!!!!

12 giugno 2010

Allora domani tutti in piazza  a Roma gli universitari e i ricercatori degli enti si vedono a piazza Esedra fra la fontana e la chiesa alle 14.30!

Qui il link alla pagina della manifestazione sul sito nazionale della FLC


FLESSIBILI/PRECARIE Condizioni e fenomeni dell’occupazione femminile

1 giugno 2010

 

Venerdì 4 giugno 2010 – ore 16,30

Camera del Lavoro di Pisa – Sala “Franco Baroni”

Viale Bonaini, 71 – Pisa

La presentazione di Flessibili/Precarie – numero monografico (VII, 2008) di «Genesis», rivista della Società Italiana delle Storiche – dedicato al lavoro femminile, inaugura un ciclo di seminari e incontri progettati dal Laboratorio di cultura sindacale della FLC Cgil Pisa.

Il Laboratorio nasce dall’esigenza di recuperare la prassi di una cultura sindacale fatta di diritti e tutele, di equità salariale, di solidarietà fra generazioni, tra lavoratori di ogni nazione e fra uomini e donne; dalla necessità altresì di riflettere insieme sulle tematiche inerenti al mondo del lavoro e in particolare sulle sue forme precarie, allo scopo di contribuire al rafforzamento delle tutele sindacali nella nostra società, ribadendo il valore del lavoro quale strumento di libertà, dignità ed emancipazione per ciascun individuo.

Con questo primo incontro si vuol fare luce su un particolare aspetto del lavoro, quello dello sfruttamento del lavoro femminile. Il testo riunisce studi e contributi con un’ampia panoramica storica. La presentazione non sarà tuttavia solo un momento di comunicazione accademica, ma una riflessione aperta cui sono invitati a partecipare tutti gli interessati.

All’incontro, introdotto e moderato da Gianfranco Francese, Segretario Generale Cgil Pisa, discuteranno il volume: Simonetta Piccone Stella, Università di Roma La Sapienza, curatrice del volume; Sandra Burchi, Assegnista all’Università di Pisa, autrice; Alessandro Breccia, Assegnista all’Università di Pisa. Sono quindi previsti interventi di: Anna Romei, Assessore al Lavoro della Provincia di Pisa; Paola Bora, Casa della Donna di Pisa; Annamaria Romano, Responsabile Coordinamento Donne Cgil Toscana. Concluderà Susanna Camusso, Segretaria Nazionale Cgil.

Alle ore 20,30 ci sarà la proiezione del film Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì.

La proiezione sarà preceduta da un piccolo buffet.


a 180′ dalla fine…

8 maggio 2010

A 180’ dalla fine del campionato, è giunto il momento di fare il punto della situazione. Se l’inter si avvia a vincere lo scudetto – e ci dispiace per il pupone che è quanto di meglio la pubblicità televisiva abbia prodotto negli ultimi anni – il sistema italiano dell’Univeristà è ormai stabilmente in zona retrocessione.

Prosegue, infatti, il lavoro in commissione Senato con l’approvazione o il rigetto degli emendamenti al Disegno di Legge Gelmini. Sul sito del CNU è possibile scaricare una versione del ddl “emendata”   sulla base del lavoro in commissione (anche se conviene far riferimento al link del Senato per gli aggiornamenti ufficiali). Siamo giunti all’art. 8. con la seduta del 5 maggio. Per fare una valutazione del lavoro fin qui fatto ci vorrebbe più tempo, ci sono limature sulla questione della governance – forse l’intervento più significativo è la modifica di quanto previsto per i membri esterni designati che deve essere “non inferiore a 3” (oppure 2 per gli Atenei più piccoli). Ci sono poi modifiche sostanziali allo stato giuridico. Insomma, avremo modo di commentare e analizzare più approfonditamente. Certamente l’impianto complessivo del ddl non ne viene modificato sostanzialmente.

La seconda questione è quella dei finanziamenti. Ancora, ad oggi, nessuna certezza sul FFO di quest’anno. Gli Atenei hanno approvato i propri bilanci di previsione senza alcun dato ufficiale relativo agli stanziamenti ministeriali di quest’anno. E avete forse letto della interrogazione parlamentare a firma Ghizzoni sul finanziamento al sistema Università per il prossimo anno: al deputato del Pd che segnala preoccupato una riduzione di oltre due punti e mezzo al FFO, l’onorevole Vito risponde che no, i tagli sono stati ridotti, e che la riduzione rispetto al 2009 è pari al 3,72 %. I segnali di sofferenza negli Atenei crescono, basti vedere quanto avviene a Pisa e Siena, la gestione provvisoria di bilancio di Atenei come La Sapienza e Federico II, il nuovo Prin.

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Videoreport Catania 12 Marzo 2010: tutti al corteo della CGIL

20 marzo 2010

In diecimila a manifestare contro il precariato e la crescente crisi nel mondo del lavoro. Presenti tutte le categorie del sindacato, i movimenti, le associazioni degli studenti medi e universitari. Chiaro il messaggio: la crisi c’è e non si può negare

Leggi l’articolo sul Step1, webmagazine dell’ateneo di catania

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