IERI NELL’UNIVERSITA’, OGGI A MIRAFIORI, DOMANI OVUNQUE

Nessun futuro per ciascuno, senza i diritti di tutti


La vertenza Fiat-Mirafiori è il segno più evidente del percorso di smantellamento e distruzione del sistema delle relazioni sindacali che, nel quadro generale di crisi economica e produttiva, mina alla base le possibilità di sviluppo futuro del Paese, e quindi la ripresa degli investimenti anche in formazione, ricerca e innovazione. Dopo aver compromesso la possibilità di progressione sociale attraverso lo studio per intere generazioni di studenti e ricercatori universitari, dopo aver svuotato l’autonomia e la libertà della ricerca e logorato la scuola e l’Università pubblica con tagli e “riforme” scellerate, il Governo appoggia la dirigenza FIAT nella cancellazione dei diritti sindacali. La lotta degli operai e della Fiom rappresenta la difesa coerente di un modello sindacale, conquistato con anni di lotte, che ha alla base: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, lo statuto dei lavoratori e la rappresentanza democraticamente eletta. Non si tratta perciò di una questione che riguarda soltanto il settore metalmeccanico, ma che abbraccia l’intero sistema sociale ed economico italiano. Noi precari dell’Università conosciamo bene le fragilità di una condizione di lavoro sganciata dal sistema collettivo di tutele dei diritti dei lavoratori, priva di rappresentanza sindacale ma ricca di contratti, uno per ciascuno, che scadono e poi, forse, si rinnovano nell’ambito di relazioni lavorative a carattere individuale, in cui a dire l’ultima parola non è certo la parte più debole (cioè il lavoratore, solo di fronte alla controparte datoriale). Noi precari dell’Università vediamo con chiarezza nel Referendum proposto dalla FIAT ai lavoratori di Mirafiori il tentativo di affermare la modalità “una testa, un contratto, un destino” che è alla base della ricattabilità e della precarietà dei lavoratori nel mercato del lavoro, quale condizione strutturale e sistematica, e non più transitoria ed eccezionale, così come abbiamo imparato a conoscerla nelle Università e nelle scuole.

 

  • Votare NO al Referendum è necessario per contrastare quella logica ricattatoria secondo la quale gli investimenti produttivi sono legati alla cancellazione della libera rappresentanza sindacale.
  • Scegliere NO significa difendere la democrazia nei posti di lavoro e contrastare condizioni contrattuali che offendono la dignità degli operai e dei lavoratori tutti.
  • Sostenere il NO serve a dimostrare che la rinuncia ad innovare produzione e modi di produrre è, e deve essere sempre considerato, un investimento a perdere e non viceversa.

 

In realtà, si tratta dell’introduzione di un modello neo-corporativo di relazioni sindacali, smerciato come un brutto accordo da accettare in una fase di crisi, per poi “rifarsi” quando arriveranno tempi migliori. Di fatto è invece un’iniziativa guidata, non da un piano industriale di innovazione e rilancio dell’azienda (annunciato, ma mai illustrato nel dettaglio), ma da logiche finanziarie che tendono a massimizzarne i rendimenti azionari nel breve termine, con vantaggi per la proprietà, il management e gli istituti di credito finanziatori, e che non garantiscono in nessun modo il permanere degli investimenti nel nostro Paese per gli anni a venire.

Da ultimo ma non meno importante, il “modello Mirafiori” lede tre diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto di sciopero, il diritto di rappresentanza democratica, il diritto alla salute.

 

Noi precari dell’Università del Coordinamento Nazionale FLC CGIL ci schieriamo a difesa dei diritti fondamentali di cittadini e lavoratori, di chi li ha ancora e di quelli che ancora ne devono godere, e il 28 Gennaio 2010 saremo a Torino – oltre che in tutte le piazze del Paese – per manifestare a fianco degli operai della FIAT, insieme agli studenti delle scuole e delle Università.

Tuttavia, questa solidarietà non sarà sufficiente se non accompagnata da scelte determinate a difesa di tutti i lavoratori. Auspichiamo, quindi, che la segreteria nazionale FLC CGIL si faccia promotrice, insieme con la FIOM, presso la segreteria confederale Cgil, della necessità di proclamare uno sciopero generale.

 

Roma, 14 Gennaio 2010

 

Coordinamento Nazionale Precari Università FLC-CGIL

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