28 gennaio Politecnico e Università di Torino scioperano con i metalmeccanici

Il prossimo 28 gennaio si terrà lo sciopero generale dei
metalmeccanici, a cui hanno aderito anche le RSU
dell’Università e del Politecnico di Torino.

Uno sciopero per niente rituale. Non per semplice
solidarietà verso “altri”, ma per difendere i nostri
diritti e il nostro futuro. Infatti il modello Marchionne
ha l’ambizione di diventare il “nuovo” paradigma generale
di gestione della crisi.

Non parla solo agli operai Fiat ma a tutto il mondo del
lavoro. Ai giovani che ancora ne stanno fuori. Facendo
sempre più sfumare i confini e le differenze tra lavoro
garantito e precario. Perché nessuno, ma proprio nessuno,
può più sentirsi garantito!

Quanti sono già pronti – sia nelle aziende private che
nelle amministrazioni pubbliche – a imitare mister
maglioncino? E non è forse questa la strada intrapresa dai
poteri forti economici e finanziari, per far pagare a noi
la loro crisi?

Nel Pubblico Impiego già Brunetta nei fatti ha svuotato la
contrattazione (le due fasce di differenziazione e una
terza a zero salario accessorio), riduzione del salario
durante la malattia e prolungamento delle fasce di
reperibilità. E oggi viene negata anche la ri-elezione
delle RSU, scadute da novembre 2010. Tremonti, poi, ha
bloccato per 4 anni i rinnovi contrattuali. E intanto
cresce l’arroganza di molte amministrazioni.

La straordinaria risposta operaia (superiore a qualsiasi
previsione!) al ricatto/referendum di Mirafiori è un atto
di resistenza e dignità per niente scontato che dice a
tutti e tutte che ci si può opporre alla volontà di
comando assoluto dell’impresa e alla cancellazione dei
diritti collettivi.

La resistenza degli operai di Mirafiori e Pomigliano è un
primo passo ma dipende anche da noi se potrà andare
avanti. Aprendo una nuova stagione di lotta generale.
Ampliando a tutte le categorie la mobilitazione.
Costruendo la più vasta opposizione sociale. Uno spazio
comune di azione che vede insieme lavoratori e studenti,
precari, disoccupati, lavoratori colpiti dalla crisi,
cittadini e cittadine che si battono per la difesa dei
beni comuni e del territorio. Una nuova ricomposizione
sociale indispensabile per non farci scaricare addosso i
costi della crisi e, al tempo stesso, ri-costruire insieme
un’alternativa al disastro economico e sociale,
dell’ambiente, che è di fronte a noi.

Per questo come RSU il 28 gennaio abbiamo indetto 4 ore di
sciopero (le prime quattro ad inizio turno).

Per questo chiediamo la più ampia partecipazione allo
sciopero e, ancora di più, alla manifestazione. A fianco
dei metalmeccanici, con gli studenti e tutta l’opposizione
sociale.

RSU Politecnico di Torino

RSU Università degli Studi di Torino

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