I precari della ricerca si uniscono agli operai di Pomigliano d’Arco contro le risposte autoritarie alla crisi

Gli invisibili della ricerca, riuniti nel “Coordinamento nazionale dei precari dell’università FLC-CGIL”, manifestano la propria solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco costretti alla grave scelta tra diritti e lavoro.

I precari della ricerca, da un decennio afflitti dalla perdurante assenza di diritti previdenziali, assistenziali e sindacali, schiacciati dal peso di un lavoro con retribuzioni esigue o nulle, chiedono ad una sola voce con gli operai di Pomigliano che il rispetto dei diritti dei lavoratori sanciti dall’art. 23 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – promossa dalle Nazioni Unite per tutti gli stati membri – venga posto come priorità nell’affrontare la crisi economico-finanziaria che sta investendo l’occidente industrializzato.  Crisi che è innanzitutto della cultura e della politica, incapace in Italia di offrire soluzioni alla contrazione economica che salvaguardino la partecipazione e l’equità fra i lavoratori: ne derivano, da una parte, i tagli all’istruzione pubblica, che tradotti in termini sociali corrispondono al licenziamento di decine di migliaia di docenti-ricercatori precari; dall’altra un modello autoritario dove è “l’ideologia” ad organizzare il lavoro, anziché la “scienza” come accadeva ad esempio nelle fabbriche di Adriano Olivetti.

La resistenza all’accettazione passiva del regresso culturale, politico e sociale che annulla le conquiste delle nostre madri e dei nostri padri, ci unisce agli operai in questa battaglia che assume valore di simbolo – noi col peccato originale del lavoro intellettuale – nel ribadire che non c’è colpa da espiare.

Il 25 Giugno i precari della ricerca e dell’università saranno a fianco dei lavoratori di Pomigliano d’Arco nel giorno dello sciopero generale indetto dalla CGIL.

Roma, 21 giugno 2010
Coordinamento nazionale precari dell’università FLC-CGIL

2 risposte a I precari della ricerca si uniscono agli operai di Pomigliano d’Arco contro le risposte autoritarie alla crisi

  1. vittoria scrive:

    IL COMMENTO – La catastrofe del lavoro
    La crisi, restituendo agli Stati un più forte intervento economico – senza per questo ridurre la sovranità delle grandi multinazionali – sospinge il lavoro salariato verso un rinnovato “sacro egoismo”. Pomigliano ha reso clamorosa questa condizione
    di ADRIANO SOFRI

    Catena di montaggio a Pomigliano
    SE esistesse oggi un’Internazionale dei lavoratori, dovrebbe ammettere una catastrofe simile a quella che travolse la Seconda Internazionale nel 1914, quando le sue sezioni nazionali aderirono al patriottismo bellico, e i solenni principii andarono a farsi benedire. L’Internazionale non esiste e la crisi finanziaria ed economica non è (per ora) una guerra armata. La Seconda Internazionale era stata largamente partecipe dei pregiudizi e delle convenienze colonialiste: differenza minore, dal momento che lavoratori e sindacati dei paesi ricchi si sono guardati finora dall’affrontare il colossale divario con la condizione del proletariato dei paesi poveri.

    La crisi, restituendo agli Stati un più forte intervento economico – senza per questo ridurre la sovranità delle grandi multinazionali – sospinge il lavoro salariato verso un rinnovato “sacro egoismo”. Pomigliano ha reso clamorosa questa condizione. La Cina è vicina, e gli scioperi della Honda o della taiwanese Foxconn (e i suicidi operai) mettono in vetrina l’andamento da vasi comunicanti che Scalfari ha qui illustrato: gli operai cinesi rivendicano salari meno infimi e condizioni di lavoro meno infami e gli operai occidentali diventano più cinesi. Il punto però è che la nuova Panda ha messo in concorrenza diretta lavoratori italiani e lavoratori polacchi, cioè di due paesi dell’Unione Europea.

    […]

    http://www.repubblica.it/economia/2010/06/22/news/sofri_pomigliano-5043267/?ref=HRER1-1

  2. Leonida scrive:

    Per ricordare Adriano Olivetti!

    http://www.youtube.com/user/FondazioneAOlivetti?gl=IT&hl=it

    Questo invece è il link per firmare la petizione elaborata a più mani fra strutturati e precari

    http://www.petitiononline.com/RicePomi/petition.html

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