Meno bandi, più bindoli. Centinaia di corsi gratuiti confermati d’ufficio, senza il consenso dei prof (precari)

Alla Facoltà di Architettura di Firenze cade ogni parvenza di istituzionalità: per il prossimo anno accademico, più di cento cattedre saranno assegnate d’ufficio a docenti esterni senza il loro consenso formalizzato. E senza bandi. Si tratta di quei docenti che già avevano svolto l’insegnamento nell’a.a. 2009-2010, attribuito loro tramite un contratto annuale di docenza, per di più a titolo gratuito (gratuità prevista dalla L. 230/2005, art. 1, c. 10). Eppure il corpus delle leggi che regola lo spinoso capitolo delle docenze a contratto impedirebbe di fatto questo tipo di automatismo: il decreto del luglio 2008, che disciplina a livello nazionale l’affidamento delle docenze, secondo quanto già stabilito dal D.M. 242/98 (art. 2, c.1), prevede che gli incarichi di insegnamento, gratuiti o retribuiti, annuali o pluriennali, siano affidati tramite “procedure di selezione, anche con appositi bandi, assicurando la pubblicità degli atti, la valutazione comparativa dei candidati” (è viva l’eco dell’art. 97 della Costituzione). All’art. 3, c. 2, del D.M. luglio 2008 si accenna alla possibilità di “conferimento diretto di incarichi di insegnamento”, limitata però esclusivamente ad “eminenti studiosi, italiani o stranieri, a fronte di riconoscimenti scientifici e/o professionali dagli stessi ottenuti in “ambito nazionale ed internazionale”. Facendo leva su tale comma, il regolamento di Ateneo (Regolamento in materia di incarichi di insegnamento e di attività didattica integrativa, 22 maggio 2009, n. 674), prefigura l’eventualità del rinnovo diretto “previa valutazione dell’attività svolta” (R.R. 674/09, art. 7, c. 5), senza specificare tuttavia le modalità di tale rinnovo, né di tale valutazione, né la qualità scientifica del futuro contrattista (come invece specifica il D.M., art. 3, c. 2): il rinnovo è d’ufficio (come sta accadendo) o si tratta più ragionevolmente di un atto consensuale? Chi valuta, e secondo quali criteri, l’attività del docente esterno da confermare? Sarebbero tutti “eminenti studiosi” (D.M. luglio 2008, art. 3, c. 2) di fama internazionale i cento, e più, prof. reclutati automaticamente dalla facoltà? 

La mancata retribuzione (che abbiamo già contestato in molteplici sedi istituzionali), l’assenza di trasparenza negli atti pubblici, gli automatismi non consensuali, infliggono a centinaia di contrattisti una condizione lavorativa ben al di sotto del limite della dignità; acuiscono la già esistente competizione tra contrattisti e ricercatori in mobilitazione che, come segno di protesta contro l’indegna riforma universitaria, stanno dichiarando l’indisponibilità a sostenere gli incarichi didattici; abbassano la garanzia della qualità della didattica che l’università pubblica avrebbe il dovere di assicurare alla popolazione italiana, e contribuiscono perciò al disegno berlusconiano di smantellamento del sistema dell’istruzione pubblica.

Basta lavoro non retribuito, basta automatismi autoritari! Basta precariato!

17 giugno 2010

Coordinamento Docenti Precari Unifi

Qualche dato riferito alla Facoltà di Architettura di Firenze:

docenti strutturati (associati, ordinari, ricercatori), a.a. 2009-10: 197 (fonte: MIUR);

docenze a contratto messe a bando nell’a.a. 2009-2010: 230 (fonte: Unifi);

docenze messe a bando nell’a.a. 2010-2011: 83 (fonte: Unifi);

docenze confermate con la modalità sopra esposta, nell’a.a. 2010-2011: dato non “rivelato” (ma non è distante da 230 – 83 = 147);

ricercatori che rinunciano agli incarichi di docenza (ad oggi, 17 giugno 2010): 54 su 76 (fonte: Coordinamento Ricercatori Unifi).

Una risposta a Meno bandi, più bindoli. Centinaia di corsi gratuiti confermati d’ufficio, senza il consenso dei prof (precari)

  1. lapidaria scrive:

    all’art. 9, c. 28 della manovra tremontiana si legge che “a decorrere dall’anno 2011, […] le universita’ […] possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalita’ nell’anno 2009”.
    i docenti a gratis tirino un sospiro di sollievo: continueranno a insegnare anche in tempo di austerity

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