Futuro in Ricerca? quale futuro per la ricerca….

Se continua così nessun futuro! Sono finalmente stati pubblicati i risultati del Firb “Futuro in Ricerca” che ha tenuto col fiato sospeso molti di noi per oltre un anno. Ci sarebbe molto da dire sulle procedure di valutazione dei progetti, a partire dalla debolezza dei panel dei valutatori. Nel frattempo rimandiamo ad alcune interessanti notizie del blog “Quelli di ingegneria meccanica” e al gruppo Facebook “Bando Firb”. Un numero di esperti decisamente troppo esiguo per una seria valutazione di progetti molto complessi e spesso di frontiera (qui un utile articolo del Sole24Ore), molti dei quali sono stati probabilmente mal valutati avendo “beccato” il valutatore sbagliato (9 esperti hanno coordinato i panel per la valutazione di 3700 progetti…). E non mancano già ora le polemiche per bocciature date a progetti che sono arrivati con 40/40 all’ultima valutazione nazionale, poi bocciati perchè “metodologicamente inaccurati” (tipo, chessò, progetti di linguistica computazionale bocciati da un sociologo, uno psicologo e un antropologo…).

Eppure l’idea dei Firb è buona. C’è poco da discutere. Si finanziano progetti di giovani ricercatori strutturati e non. E tuttavia i strutturati devono essere sotto i 38 anni e l’età media di accesso in ruolo come ricercatore ha ormai superato i 36 anni, mentre i precari al di sotto dei 32 anni (come a dire che una buona parte dei precari non può partecipare…). In altri termini, il sistema patologicamente vecchio delle nostre università comporta che iniziative con limiti di età del tutto condivisibili sul piano internazionale divengono da noi una selezione poco qualitativa ma molto darwiniana.

Ad ogni modo, il finanziamento ammontava a 50M di euro. Nei mesi successivi al bando, col montare della protesta per i ritardi nella valutazione dei progetti, la Gelmini ha più volte detto di aver raddoppiato i finanziamenti per il Firb. Se si fanno due conti vediamo che il totale del finanziamento ministeriale per i progetti è 45M di euro. Insomma, ne mancano 5 rispetto a quanto previsto dal bando. Per non parlare degli altri 50 promessi…. C’è da chiederci se non abbiano deciso di finanziarci con questi soldi (i 50 fantasma) i Prin 2009. sempre che siano esistiti. Dei 5M mancanti… boh! avranno pagato i valutatori. Ad ogni modo, l’ennesima conferma che questo è un governo di bugiardi.

Nel frattempo il 9 si è svolta una riunione tra sindacati e organizzazioni di categoria. Di cui pubblichiamo a seguire il documento conclusivo. Non che sia un gran chè come documento, del resto all’intersidacale ci sono tutti, proprio tutti, anche quelli che non vi immagineresti (meno qualcuno però). Comunque c’è la previsione di una settimana di mobilitazione nazionale e unitaria. Che di questi tempi non è poco. Noi la nostra parte la facciamo. Nelle università e nelle piazze, nei giornali e nel sindacato.

Infine, le voci. Già perché ne girano tante di voci. Quelle da poco giunte ci raccontano di un accordo possibile su una cinquantina di emendamenti tra quelli presentati in Senato tra maggioranza e opposizione. Con l’intento di stemperare qualcosina sulla governance e su alcuni punti minoritari e lasciare intatto l’impianto del ddl. Particolarmente sulle questioni precari e reclutamento. Le voci sono voci. Ma alcune voci, nella loro semplicità e ovvietà, sembrano meno voci di altre….

A seguire il documento dell’intersindacale. A proposito. Noi il 23 saremo a Milano. A breve un comunicato ufficiale del coordinamento sull’assemblea nazionale.

Comunicato unitario

Le Organizzazioni universitarie denunziano che nessuna delle proposte di modifica al DDL governativo sull’Università (vedi in calce il documento del 15 gennaio 2010) è stata accolta negli emendamenti presentati al Senato.

Al contrario, risulta ancora più evidente l’intenzione di scardinare il Sistema nazionale dell’Università pubblica, concentrando le scarse risorse in pochi Atenei ritenuti ‘eccellenti’ e ridimensionando il ruolo di tutti gli altri.

A livello nazionale, si accentua l’attacco all’autonomia universitaria con l’attribuzione del potere di valutare l’attività del singolo docente ad una Agenzia nominata dal Ministro. A livello locale, si aumenta ulteriormente di fatto il potere del Rettore e del Consiglio di Amministrazione trasferendo la “competenza disciplinare” dal CUN a “collegi di disciplina” di Ateneo.

Inoltre si aumenta la differenza tra gli ordinari e gli associati, nell’ambito di un modello che sarà sempre più costituito da pochi docenti di ruolo e da una ‘base’ amplissima di precari, in presenza di funzioni di docenza svolte e non riconosciute.

Il DDL modifica la natura stessa dell’Università sottraendole il ruolo di sede principale della Ricerca: non è un caso che non si affrontino la questione dei ricercatori e quella dell’accesso delle nuove generazioni.

E’ oramai più che evidente che si vuole demolire definitivamente l’Università pubblica, autonoma, democratica, di qualità e aperta a tutti.
Contro questo progetto è necessario che la società civile e il mondo universitario (professori, ricercatori, precari, dottorandi, tecnico-amministrativi, studenti) si mobilitino compatti.

Si proclama lo stato di agitazione e si invitano tutte le componenti universitarie a riunirsi insieme nelle Assemblee di Facoltà e di Ateneo per discutere sul DDL governativo anche alla luce degli emendamenti presentati.

Invitiamo tutti gli Organi accademici (Senati Accademici, Consigli di Amministrazione, di Facoltà, di Dipartimento e di Corso di Studio) a pronunciarsi sul DDL governativo.

Si chiede, in particolare, ai professori e ai ricercatori di protestare contro il DDL governativo anche attraverso la rinuncia a ricoprire ogni incarico didattico aggiuntivo, come hanno già cominciato a fare soprattutto i ricercatori in tante sedi.

Si indice una settimana (dal 17 al 22 maggio) di mobilitazione in tutti gli Atenei.

Si individua la giornata di venerdì 21 maggio 2010 per lo svolgimento di una Manifestazione nazionale di tutte le componenti universitarie.

ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR-CONFSAL, CISAL, CISL-Università, CNRU, CNU, CONFSAL-Cisapuni, FLC-CGIL, LINK-Coordinamento Universitario, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca, UILPA-UR

Roma, 12 aprile 2010

4 risposte a Futuro in Ricerca? quale futuro per la ricerca….

  1. sapiente scrive:

    Alla cortese attenzione del
    Magnifico Rettore Prof. Luigi Frati
    Università degli Studi di Roma “Sapienza”

    Oggetto: FIRB 2009 – “Futuro in Ricerca”

    Chiarissimo Rettore,

    siamo un gruppo di giovani dottori di ricerca, ricercatori strutturati e non strutturati operanti all’interno dell’Università di Roma “Sapienza”. In qualità di coordinatori scientifici di progetti di ricerca presentati nell’ambito del Bando FIRB 2009 – Programma “Futuro in Ricerca” ammessi alle audizioni con punteggio di 40/40 e classificati, a conclusione della procedura, nella categoria B, tra i “progetti finanziabili ove le risorse disponibili lo consentano”, vorremmo portare alla Sua attenzione quanto segue, ringraziandoLa anticipatamente per l’interesse che vorrà dedicare alla questione.

    Con D.D. 19 dicembre 2008 (prot. n. 1463/ric/2008) il MIUR ha bandito il FIRB 2009 nella innovativa formula del programma “Futuro in Ricerca”, inteso a “favorire sia il ricambio generazionale sia il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, destinando adeguate risorse al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale” e rivolto “a dottori di ricerca italiani, o comunque comunitari, di età non superiore a 32 anni, non ancora strutturati presso gli atenei italiani, statali o non statali, e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR” (linea 1) e “a giovani docenti o ricercatori di età non superiore a 38 anni, già strutturati presso le medesime istituzioni” (linea 2). Allo scopo di finanziare le iniziative in favore di giovani ricercatori, ovvero il FIRB 2009 – Programma “Futuro in Ricerca”, il MIUR ha stanziato 50 milioni di euro con D.M. n. 992 del 6 ottobre 2008; in seguito, con D.M. n. 755 del 18 novembre 2009, il MIUR ha stanziato allo stesso scopo ulteriori 50 milioni, per un ammontare complessivo di 100 milioni di euro.

    Dei 3.792 progetti pervenuti al MIUR, soltanto 204, valutati dai referee con il punteggio massimo di 40/40, sono stati ammessi alle audizioni a seguito della pubblicazione del D.D. 28 dicembre 2009 (prot. 1036/ric/2009) e del D.D. 19 gennaio (prot. n. 02/ric/2010). Le audizioni si sono svolte nel mese di febbraio davanti ad una Commissione di esperti nominata con D.D. 28 dicembre 2009 (prot. n. 1035/ric/2009).

    A conclusione dei lavori è stato formulato il giudizio sui progetti ammessi alla fase delle audizioni, classificati in “progetti da finanziare”, “progetti finanziabili ove le risorse disponibili lo consentano” e “progetti da non finanziare”, mentre nella riunione del 3 marzo 2010 “la Commissione FIRB, sulla base del parere reso dalla Commissione per le audizioni, ha definito per i n. 105 progetti classificati ex-aequo come progetti da finanziare, i costi congrui e i conseguenti contributi a carico del MIUR”. Ciò nonostante, nelle more della pubblicazione dei risultati, il Ministro Gelmini, in un’intervista rilasciata il 26 marzo al quotidiano Il Sole 24 Ore annoverava, tra le “cose fatte” dal Ministero, il finanziamento di 171 progetti nell’ambito del FIRB.

    Il 12 aprile è stato finalmente reso noto, con D.M. 9 aprile 2010 n. 85/ric, l’elenco dei 105 (e non dei 171) progetti effettivamente finanziati nell’ambito del FIRB, per un ammontare complessivo del finanziamento da parte del MIUR di € 45.149.040. Degli altri 99 progetti ammessi alle audizioni, 66 sono stati classificati come “progetti finanziabili ove le risorse disponibili lo consentano” e 33 come progetti da “non finanziare”.

    Senza voler mettere in alcun modo in dubbio l’eccellenza dei progetti ammessi al finanziamento né la piena competenza dei docenti chiamati a valutare i progetti presentati, desideriamo esprimerLe alcune perplessità e segnalarLe quelle che, a nostro parere e a parere di altri colleghi di altre università italiane nella stessa situazione, appaiono come palesi incongruenze. L’incongruenza maggiore è a nostro giudizio rappresentata dall’incertezza dei numeri e delle cifre. Per quanto riguarda i numeri, la differenza tra il numero di 171 progetti dichiarati come finanziati nell’ambito del FIRB dal Ministro Gelmini il 26 marzo e i 105 effettivamente finanziati a seguito della pubblicazione del decreto il 12 aprile è a tal punto evidente da non richiedere commenti. Per quanto riguarda invece le cifre, è stridente il contrasto tra i 100 milioni di euro stanziati per sostenere le iniziative dei giovani ricercatori e i 45 milioni effettivamente impegnati. I 50 milioni stanziati in seconda istanza con D.M. n. 755 del 18 novembre 2009 e citati nei decreti di ammissione alle audizioni, sono infatti scomparsi nel decreto finale di approvazione dei progetti finanziati. Ulteriore aspetto paradossale della vicenda è la risposta data dall’Ing. Mauro Massulli, responsabile del FIRB presso il MIUR, alla richiesta di chiarimenti avanzata da alcuni colleghi: “Non è (e non è mai stato) un problema di fondi. La decisione finale assunta dal Ministro prevede il finanziamento per i progetti giudicati ECCELLENTI dai referee (punteggio 40/40) e confermati come ECCELLENTI anche dalla Commissione per le audizioni (cioè i progetti ECCELLENTI/ECCELLENTI). Gli ECCELLENTI/BUONI o gli ECCELLENTI/DISCRETI non sono stati ammessi a finanziamento”. In sintesi, la situazione è questa: vi sono risorse disponibili, vi sono 66 progetti giudicati dalla Commissione “finanziabili ove le risorse disponibili lo consentano”, ma il MIUR ha deciso, contro il parere della Commissione, di non procedere al finanziamento.

    Conoscendo l’attenzione che Lei ha sempre avuto nei confronti dei giovani ricercatori e della loro indipendenza scientifica, nonché l’impegno da Lei costantemente dimostrato nel sostenerne le iniziative e le attività, vorremmo portare alla Sua attenzione il fatto che, dei 12 progetti afferenti alla “Sapienza” ammessi alle audizioni con il punteggio di 40/40, soltanto 5 sono stati effettivamente finanziati e che, dei 7 progetti esclusi dal finanziamento, ben 6 appartengono alla linea 1, riservata ai dottori di ricerca di età inferiore ai 32 anni. La scelta del MIUR di escludere dal finanziamento tali progetti non soltanto si risolve, di fatto, in un ulteriore taglio di fondi e di risorse per questa Università, ma va anche a colpire duramente proprio quelle “eccellenze scientifiche emergenti” che il bando FIRB dichiara di voler sostenere e il “ricambio generazionale” che almeno a parole esso auspica.

    Nel manifestarLe la nostra amarezza e la nostra delusione come dottori di ricerca e ricercatori impegnati da anni nelle attività didattiche e scientifiche di questa Università e come coordinatori scientifici dei progetti presentati nell’ambito del FIRB, ma soprattutto come giovani studiosi che, nonostante tutto, continuano a credere nel valore della ricerca, Le chiediamo di volersi interessare alla vicenda e di voler sostenere, in qualità di Rettore dell’Università di Roma “Sapienza” e membro della CRUI, la mozione avanzata dal CUN nell’adunanza del 14 aprile (prot. 738) e inviata al Ministro che “chiede con forza che vengano messi a disposizione ulteriori fondi affinché tutti i 171 progetti valutati come finanziabili dopo le audizioni e che comunque rappresentano circa il 5% dei progetti presentati, possano essere effettivamente finanziati”.

    Scusandoci per aver a lungo abusato della Sua pazienza e ringraziandoLa per l’attenzione,
    Le porgiamo i nostri più cordiali saluti,

    Antonino Mario Cassarà
    Alessandro Latini
    Serena Rinaldo
    Claudia Tempesta
    Alessandro Vagnini

  2. didi scrive:

    Il CUN approva una mozione sul mantenimento nelle Università dei Comitati Pari Opportunità e sul FIRB

    Il CUN ha approvato una mozione in cui si chiede al Ministro di svolgere tutte le azioni possibili affinché, in sede di conversione definitiva del disegno di legge n. 1167 B approvato il 3 marzo al Senato e attualmente alla Camera dei Deputati, possa essere modificato l’articolo 21 che prevede la costituzione presso le pubbliche amministrazioni di un “comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, mantenendo viceversa i Comitati par le Pari Opportunità e i comitati per il mobbing previsti dai contratti collettivi.

    È stata inoltre approvata una mozione per chiedere che vengano reperite risorse aggiuntive per il fondo destinato al finanziamento dei progetti FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base).

    Il Consiglio Universitario Nazionale ha poi avviato il riesame dei Regolamenti didattici di Ateneo e degli Ordinamenti per l’Offerta Formativa 2010/2011 adeguati o riformulati sulla base delle osservazioni espresse dal Consiglio al momento del primo esame.

    Infine, tra le comunicazioni del Presidente del CUN, da segnalare:

    l’indizione per i giorni 12 e 13 maggio 2010 delle votazioni per le elezioni dei componenti del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari l’inizio della discussione in Commissione Istruzione al Senato della discussione sugli emendamenti al DDL Gelmini sull’Università la conclusione dei sorteggi per la composizione delle commissioni giudicatrici per le procedure concorsuali della prima sessione 2008.
    La prossima riunione è prevista per i giorni 27, 28, 29 aprile 2010.

    Roma, 19 aprile 2010

    http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/aprile/il_cun_approva_una_mozione_sul_mantenimento_nelle_universita_dei_comitati_pari_opportunita_e_sul_firb

  3. misstupperware scrive:

    yes

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