Richiesta di modifiche allo Statuto della Sapienza da parte dei precari

I Costituenti

Oggi una delegazione di precari ha incontrato il Prorettore della Sapienza Bartolomeo Azzaro con concrete proposte di emendamento che potete scaricare al link che segue

proposte_emendamenti_statuto

Il Prorettore, personalmente favorevole,  sottoporrà tali emendamenti al Rettore e al Senato Accademico della Sapienza chiamato a votare lo statuto il 14 Aprile.

13 risposte a Richiesta di modifiche allo Statuto della Sapienza da parte dei precari

  1. Giordano Bruno scrive:

    NOccorre chiedere che almeno gli Assegnisti e i TD abbiano qualche diritto di rappresentanza all’interno del DDL Gelmini.

    Tipo votare il Rettore o essere pienamente rappresentati nel CdL e SA…

    Sapete come stanno giustificando le resistenze sui precari nello statuto della Sapienza…se passano le richieste fatte localmente allora lo Statuto della Sapienza non sarebbe il linea con il DDL e potrebbe esere bocciato per via delle liberalità verso i precari!!!

    La mia idea è che un governo realmente liberale dovrebbe almeno appoggiare riforme liberali come inserire nell’elettorato i ricercatori non strutturati e far entrare una rappresentanza negli organi accademici.

    Questa non è una battaglia di retroguardia…se ci fosse un peso politico allora anche la distribuzione del budget o i regolamenti interni agli atenei sarebbero decisi dai rappresentanti dei precari e dai precari stessi quando votano il Rettore. Questo non significa istituzionalizzare il precariato…questo significa aprire la via per una sua liberazione!

  2. bartlindon scrive:

    Una voce controcorrente, che ho fatto sentire nell’altro blog su questa proposta. Lodevole la richeista di avere visibilita’. Pero’….

    Gli emendamenti dello statuto proposti semplicemente non fanno che aggiungere alle figure di ruolo, ogni volta che vengono invocate (elezione rettore, costituzione dipartimenti, facolta’ etc), la figura precaria: assegnista, borsista, docente a contratto.
    Questo vuol dire istituzionalizzare queste figure, renderle paritarie a quelle di ruolo, quando paritarie non possono (e non devono) esserlo.

    Al di la’ della difficile realizzazione di un tale proposito (giustamente uscito il primo di aprile), non lo appoggerei neanche se fosse possibile; chi ha le redini delle scelte e decisioni si deve assumere le responsabilita’.

    Conclusione: dare visibilita’, possibilita’ di fare sentire la voce alle figure precarie (dovere sacrosanto e necessario) e’ ben diverso da dire metteteci sul vostro stesso piano, siamo uguali a voi.

    Diro’ una cosa che ai piu’ apparira’ eretica: ma avere responsabilita’ diverse vuol dire anche avere diritti diversi. Non maggiori o inferiori, solo diversi. Uno studente non ha gli stessi diritti di un dottorando cosi’ di un assegnista, di un ricercatore e di un prof. ordinario. Si lavora su piani diversi.

    Ma tutti, questo si’, devono avere la possibilita’ di far sentire la propria voce, in modo che chi decide, chi ha la responsabilita’ di decidere, possa assumersela in pieno.

    • Giordano Bruno scrive:

      E come la fai sentire la tua voce se non sei rappresentato in nessun posto e se non hai diritto di voto?

      Si tratta dell’ABC della democrazia rappresentativa.

      Se non sei rappresentato non esisti. Se sei sotto contratto voti…questo è il principio.Gli eletti e i rappresentanti decadono con il decadere del contratto.

      Quando si vota o si partecipa alla vita dell’Ateneo si deve poter rappresentare le proprie scelte in Senato, in CdA, in dipartimento e per la scelta del Rettore…come tutti gli altri.

      Vota chi in quel momento è sottocontratto.

      Se in futuro ci sarrano solo i TD o TD più assegnisti saranno rappresentati solo quelli.

      In Italia tutti hanno un minimo di rappresentanza fuorché i precari.

      Diamo voce agli invisibili, facciamoli votare, partecipare alla vita democratica degli atenei…questo produrrà come effetto un progressivo smantellamento del sistema feudale/verticistico/burocratico delle nostre università…ma diciamolo sottovoce…

  3. Mario Baioli scrive:

    Grazie, per il vostro ottimo lavoro.
    Ci auguriamo che il Magnifico Rettore possa accogliere le vostre proposte.

    La redazione di cgilsapienza

  4. fcarnera scrive:

    Ma perchè i commenti (e questo blog) sono anonimi o pseudonimi?

  5. nando iorio scrive:

    Ed ecco il nuovo bando Prin 2009
    http://prin.miur.it/index.php?pag=2009

    2. Per il 2009 la scadenza per la presentazione delle domande di finanziamento è fissata al 23 aprile 2010 alle ore 17.00 per i Coordinatori scientifici (modello A), e al 16 aprile 2010 alle 17.00 per i Responsabili di unità (modello B).

    3. Ciascun progetto di ricerca è sviluppato in una o più unità operative e deve essere coordinato da un professore, o da un ricercatore del ruolo universitario, o da un assistente ordinario del ruolo ad esaurimento, o da un ricercatore a tempo determinato di cui all’art.1, comma 14 della legge 230/05, denominato Coordinatore scientifico.

    Auguri….

    • nando iorio scrive:

      ART. 2
      L’art. 4, comma 2, del decreto ministeriale n. 51/Ric del 19 marzo 2010 è così modificato:
      “Per il 2009 la scadenza per la presentazione delle domande di finanziamento è fissata al 31 maggio 2010 alle ore 17.00 per i Coordinatori scientifici (modello A), e al 24 maggio 2010 alle 17.00 per i Responsabili di unità (modello B).”

  6. in ordine sparso scrive:

    Ufficio Stampa

    Roma, 10 Marzo 2010

    Università, Miur: firmato Protocollo d’intesa con la Regione Sardegna per la valorizzazione del sistema universitario e della ricerca

    Oggi a Roma, presso la sede del Miur di viale Trastevere, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Regione Sardegna, hanno firmato il Protocollo d’intesa per la valorizzazione del sistema universitario e della ricerca in Sardegna.
    Il protocollo contiene un programma di interventi per il sostegno all’alta formazione, alla ricerca scientifica e all’internazionalizzazione e per valorizzare i risultati della cooperazione tra atenei, sistema di ricerca pubblico e privato e sistema produttivo della Sardegna.
    Gli interventi saranno promossi nei settori di interesse strategico per la Regione e riguarderanno le priorità individuate dal Programma Nazionale della Ricerca per lo sviluppo tecnologico dell’intero Paese.
    I settori individuati sono:

    biomedicina e tecnologie della salute;
    biotecnologie applicate;
    energie rinnovabili;
    ambiente e tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
    Sono inoltre previsti interventi sulle nuove tecnologie applicate alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.

    «Oltre all’importanza strategica per lo sviluppo territoriale della Sardegna – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – il protocollo realizza una sinergia tra le politiche del Miur, gli obiettivi del PNR e le finalità del Programma Regionale di Sviluppo della Sardegna (PRS). L’integrazione tra politiche ministeriali e regionali consente di utilizzare al meglio i fondi e di valorizzare i progetti di ricerca migliori, capaci di elevarci a livello internazionale. Il Protocollo – ha proseguito il ministro – crea una rete tra atenei, altri centri di ricerca, parchi tecnologici e imprese per la qualificazione dell’offerta didattica, della ricerca e del diritto allo studio».

    http://www.istruzione.it/web/ministero/cs110310

  7. Felice Orsini scrive:

    Progressista e giusto!

  8. simone scrive:

    Il lavoro è veramente ottimo, speriamo che gli emendamenti vengano accolti. Siccome gli statuti in riscrittura cominciano ad essere molti, sarebbe proprio il caso di trasformare quelli della sapienza in una proposta della rete da portare in tutti gli Atenei.

    insomma, avviare vertenze ovunque siamo per far sì che gli statuti delle nuove università recepiscano le nostre richieste.

    Ci vorrebbe un comunicato nazionale su questo, che ne dite?

  9. lapidaria scrive:

    buono, anzi ottimo. grazie ai precari sapienti

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