Università di Firenze – ricercatori e docenti precari in assemblea

 

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA COORDINAMENTO DEI DOCENTI E 
RICERCATORI PRECARI DI ATENEO – VENERDI’ 5 MARZO ORE 17.00

E’ iniziato il secondo semestre, i corsi sono avviati e la nostra situazione di contrattisti rimane sostanzialmente invariata. E’ necessario ricominciare ad attivarci, ciascuno nel proprio dipartimento e nelle facoltà. In queste ultime settimane il Coordinamento Docenti Precari, insieme all’FLC-CGIL, ha inviato una richiesta di tavolo di confronto al Rettore. Insomma, c’è da riflettere e progettare collettivamente il da farsi. Per questo è necessaria la partecipazione di tutti all’

* ASSEMBLEA DI ATENEO venerdì 5 marzo, ore 17.00 – Facoltà di Architettura, sede di Santa Verdiana* , aula (ancora) da definire

All’ordine del giorno:

– analisi del disegno di legge Gelmini, in particolare del titolo III che ci riguarda molto da vicino, nostra posizione e strategie di azione; vedi il commento della Flc e scarica il testo definitivo del ddl

– verifica dell’ipotesi di convocazione di assemblea nazionale dei ricercatori-docenti precari in concomitanza con l’assemblea nazionale dell’ANDU (associazione nazionale docenti universitari) che si terrà a Firenze il 26 giugno;

– condivisione del documento-piattaforma, firmato dal Coordinamento Docenti Precari e dall’FLC CGIL, con le rivendicazioni precarie da presentare al Rettore

– preparazione dell’inaugurazione della “stanza precaria” che i docenti-ricercatori di Urbanistica hanno ottenuto in dipartimento; tale manifestazione potrebbe diventare un’azione allargata che coinvolga tutti i ric.-doc. precari di ateneo, ma anche studenti, etc., per uscire (una volta tanto) dall’invisibilità.

Alleghiamo il manifestino dell’assemblea da diffondere e attaccare nei
corridoi (assemblea_precaria
). Vi ricordiamo che  la partecipazione alle riunioni di coordinamento è determinante. Siete tutti caldamente invitati a partecipare.

Una risposta a Università di Firenze – ricercatori e docenti precari in assemblea

  1. ario scrive:

    http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20100304_contestazione_inaugurazione_anno_accademico.html

    Inaugurazione Anno Accademico: la contestazione di studenti e precari

    Ieri nell’Aula magna della Sapienza in occasione della cerimonia per il 666° anno dalla fondazione dell’Università di Pisa il blitz di studenti e precari al grido di: “Non c’è niente da festeggiare”. Dure critiche al Rettore per il suo atteggiamento nei confronti della riforma Gelmini e riguardo ai tagli ai servizi, in primis le biblioteche, attuati nel nostro ateneo. Pasquali, che non ha permesso agli studenti di intervenire, ha aperto così la sua relazione: “Da troppo tempo assistiamo a un attacco sistematico, mirato e coordinato all’Università pubblica”

    “Non c’è niente da festeggiare”. Con questo slogan studenti e precari del Tavolo delle Biblioteche hanno fatto irruzione nell’aula magna della Sapienza nel corso della cerimonia di inaugurazione del 666° anno dalla fondazione dell’Università di Pisa.

    Con tanti cartelli (“Tenetevi le ali, ridateci i libri” – “Siamo tutti cherubini” – “Biblioteca: vessare bene prima dell’uso”) , uno striscione con sopra scritto: “I conti non tornano, dovete ridarci il denaro”, e tante forbici fatte di cartone, una quarantina di studenti e precari hanno interrotto la relazione del Rettore, Marco Pasquali, chiedendo di poter intervenire e spiegare le loro ragioni, raccontare quella quotidianità in cui il diritto allo studio e al sapere viene, di fatto, negato. Ma il Rettore, impassibile, è rimasto fermo davanti al suo microfono non concedendo la parola a coloro che sono il corpo vivo dell’ateneo. Così dal megafono alcuni studenti hanno preso la parola attaccando la politica di Pasquali sia sul piano nazionale che su quello locale: “Un anno fa il Rettore provava a cavalcare la protesta, oggi invece la CRUI (la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) si è accordata con la Gelmini per potersi dividere le briciole e non si sente più nessuna voce contraria a una riforma che sta distruggendo l’Università pubblica”.

    Ma dure critiche sono arrivate anche sulle scelte che il governo dell’ateneo ha preso in questi anni a partire dai pesanti tagli al sistema bibliotecario di ateneo.

    “E’ inaccettabile – ha detto un lavoratore esternalizzato delle biblioteche – che qui si facciano cerimonie e si consegnino onorificenze, mentre noi lavoratori da lunedì avremo un orario settimanale ridotto a sedici ore, il che equivale a uno stipendio di appena 400 euro al mese. Inoltre, sempre dalla settimana prossima, entreranno in vigore i nuovi orari di apertura delle biblioteche, con pesanti riduzioni. Tutte le biblioteche chiuderanno alle 18:00, a eccezione di quelle di Scienze e di Storia e Filosofia, grazie anche alle nostre proteste. Importanti strutture come quelle di Ingegneria ed Economia vedranno così ridotta pesantemente la possibilità di accedervi. Inoltre il sabato mattina tutte le biblioteche resteranno chiuse”.

    Si percepisce nell’aula la distanza profonda tra chi governa l’ateneo e chi vive e lavora nell’Università. “Paghiamo sempre più tasse – afferma uno studente – mentre i servizi diminuiscono”. Da parte dei ricercatori precari viene sottolineato come sia stato drasticamente ridotto il numero di borse di dottorato per quest’anno e come l’ateneo abbia invece puntato sul lavoro gratuito: “La politica di questa amministrazione si caratterizza oggi per il suo immobilismo e la mancanza di qualsiasi investimento sul futuro. Occorre avviare un piano di assunzioni di nuovi ricercatori e dare seguito alla stabilizzazione degli stabilizzandi del personale tecnico amministrativo, come stabilito da un accordo che la stessa Università ha recentemente sottoscritto. E invece non viene fatto nulla di tutto ciò”.

    Studenti e precari chiedono di parlare più volte, ma è come se vi fosse un muro, e questa richiesta cade nel vuoto. La contestazione si trasforma così in una conferenza stampa fuori dall’aula, mentre il Rettore riprende la sua relazione senza fare alcun accenno rispetto a quanto avvenuto o alle domande che sono state poste, come se precari e studenti non esistessero.

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