Nasce il blog (temporaneo) del coordinamento precari Flc

Già, il coordinamento ha ormai quasi un anno. Un anno difficile che prelude ad anni ancora più difficili. Tra tagli e ragli, precariato e baronato, silenzi, assensi e consensi. Il coordinamento cresce: Torino, Catania, Palermo, Firenze, Bologna, Pisa, Cosenza, Roma, Napoli… il malessere pure. E col malessere cresce l’urgenza della lotta, in piazza, sui tetti, nei libri, sui giornali, nei corridoi dei dipartimenti.

Il quadro è ormai chiaro: i tagli, il riordino degli Atenei, il tempo determinato e gli assegni, la didattica gratuita, i requisiti minimi, il turn over (che non c’è come la tenure track che il ministero sbandiera ogni giorno a mò di radioso sol dell’avvenire). Invece ci vogliono sbattere fuori, tutti. Per magari sostituirci con carne più giovane, sempre da macello però.

Noi però ai diritti dei lavoratori ci crediamo. E crediamo che senza lotte, senza impegno, i diritti te li tolgono – se ce li hai – e te li sbattono in faccia quando, invece, non li hai . E crediamo che la lotta sia organizzazione, solidarietà, intelligenza. Ecco perchè il sindacato, ecco perché stiamo dentro un sindacato (ma non uno qualsiasi). Perché il rinnovamento e la riforma delle Università – quelle vere, democratiche, solidali – passano anche per il rinnovamento del sindacato. Noi questo rinnovamento lo pratichiamo nel nostro lavoro e nelle responsabilità, in quanto stranissima razza di precari sindacalizzati, ci siamo assunti.

Sia chiaro, questo è un blog temporaneo. Costruito precario, in attesa di passare a più solide e strutturate strutture, si sà da non strutturati vogliamo strutturarci in qualche modo. Fosse anche on line.

E in questo blog scriviamo liberamente. Perché libero è il nostro impegno politico. Quindi, nonostante la struttura, ognuno di noi esprime le proprie idee. Il coordinamento esprime le sue nei comunicati – che soli devono essere intesi come la nostra voce istituzionale; tutto il resto è riflessione, dialogo, dibattito. Insomma, benvenuti compagne e compagni. A noi piace ancora chiamarci così. Ma così, alla buona, come per dire che ci accompagnamo giorno dopo giorno in un lungo e difficile cammino: quello di sopravvivere alla precarietà, quello di lasciare ai nostri figli (se mai li avremo) un’università migliore, pubblica, non classista, non razzista, di qualità.

23 risposte a Nasce il blog (temporaneo) del coordinamento precari Flc

  1. Era_ora scrive:

    Complimenti per l’iniziativa! Era ora che alla voce APRI se ne affiancasse un’altra, distinta e (possibilimente) distante! Adesso la sfida è riuscire a mantenere questo blog tanto aggiornato quanto quello di APRI, cui va indubbiamente riconosciuto il merito di riuscire a “stare sul pezzo” in modo egregio. In bocca al lupo!

    • oldie scrive:

      grazie era _ora, merito ai colleghi dell’Apri per il loro utile blog e per le loro iniziative. Le nostre posizioni sono certo diverse. Speriamo di fare un buon lavoro, segnalaci quando e se puoi questioni, temi, eventi!

  2. marco scrive:

    la differenza magari sta nel fatto che 3 ricercatori un qualche progetto se gli dai i soldini riescono a portarlo avanti, 3 bidelli o 3 segretari amministrativi è un pò più difficile.

    • cristiana scrive:

      già, ma poi chi la pulisce l’aula e il laboratorio, Mister Muscolo? e chi ti spedisce la corrispondenza? vai da solo alla posta? i cud te li scrivi da solo? e le bollette? la biblioteca e il dipartimento li tieni aperti tu? Il progettino te lo fai da casa insomma?!

      Insomma piccoli baroni crescono…

      • marco scrive:

        ah perché i tuoi laboratori sono tenuti puliti dalle ditte di pulizie? allora vivi davvero un’eccezione.
        sai, qua a roma, nell’ateneo più grande di europa, tutte le pulizie di facoltà sono state appaltate (chissà come) ad una ditta di fancazzisti iperprotetti dai sindacati nella quale alcuni tecnici hanno avuto persino il coraggio di far assumere parenti e amici.
        il risultato è che almeno una volta al mese, noi “precari” siamo costretti dai nostri mentori strutturati, straccio alla mano, a pulirci da soli scrivanie e mensole di laboratorio senza poter dire nulla visto che “noi” il sindacato che ci protegge non lo abbiamo.
        Lasciamo perdere poi la segretaria amministrativa di dipartimento che ti fuma in faccia in stanza mentre vai a farti firmare una missione e che per farti avere la copia del tuo contratto di assegno di ricerca sembra che ti sta regalando la casa al mare…

        sindacalizzati del menga, rovina dell’università

    • cristiana scrive:

      Invece i ricercatori e i professori no, tutta brava gente dedita al progetto. Nessuno assunto per parentado, nessuno difeso dal barone di turno. E se il precario fa le pulizie in dipartimento è colpa del sindacato e non del prof che lo schiavizza. Anzi mi ricorda una canzone di elio e le storie tese…. parlava di mazze e ramazzate se non erro.

      hi hi Marco, l’aristocrazia intellettuale, tanto aristocratico da fare le pulizie se qualcuno “lo chiede”. Magari silente coi baroni ma pronto a prendersela con l’impiegato…

      Da me la segreteria amministrativa è ridotta a due persone che fanno il lavoro di 6, visto che quattro sono state prepensionate forzatamente. E lavorano più di tanti “precari” che se ne fottono di tutto perché hanno il culo al caldo.

      • Pippo scrive:

        Cristina, ma tu davvero sei una ricercatrice? E non capisci perche’ il lavoro del ricercatore e’ diverso dal lavoro di un amministrativo?

        In poche parole: le universita’ dovrebbero premiare l’eccellenza. Un amministrativo e’ sufficiente che lavori sodo e timbri il cartellino, un ricercatore dovrebbe portare innovazione e progresso. Per questo i ricercatori non si possono valutare con gli stessi criteri degli amministrativi. Per questo il mondo della ricerca e’ un mondo a parte, e non ha nulla da spartire con quello impiegatizio di amministrativi, postini, bidelli, etc.

        Se non capisci questo, se credi davvero che si possa usare la stessa logica per gestire la parte amministrativa e quella accademica dell’universita’, credo veramente che hai sbagliato mestiere.

        • cristiana scrive:

          no caro mio, so bene che la mansione è diversa. Ma non sono diversi i diritti, il lavoro e la dignità. Ed è il concorso di tutti che fa l’eccellenza. Non è sufficiente timbrare il cartellino! se il dirigente del servizio assegni e borse di studio non lavora bene o non è messo in condizione di lavorare bene non c’è eccellenza per nessuno. O gli uffici per l’internazionalizzazione. O gli altri uffici centrali, le segreterie di dipartimento. Qui c’è gente che si fa il mazzo per 1000 euro al mese!

          Un mondo a parte? ma che cazzo dici? se stanno nella stanza affianco alla mia. Piuttosto tu vorresti dire che loro sono “al tuo servizio”?! No, siamo tutti al servizio dell’istituzione e del paese.

          Sono quelli come te che non vivono e lavorano sul serio nell’Università se non si rendono conto di questo. L’università è una comunità, deve funzionare come una comunità in cui tutti lavorano per quello che compete loro e tutti si rispettano perchè lavorano insieme.

          Ed invece la tua/vostra spocchia aristocratica serve solo a creare un clima di scontro permanente tra amministrativi e ricercatori/docenti.

          Come se il richiamo a lavorare davvero non valesse anche per tantissimi ricercatori – precari e non – e docenti – precari e non.

        • Pippo scrive:

          No cara, non hai capito una parola di quello che volevo dire. Quello che volevo dire e’ molto piu’ semplice. Se sei un netturbino e fai diligentemente le pulizie, hai diritto al tuo stipendio. Se sei ricercatore e passi le giornate in laboratorio, questo non ti da diritto a niente. Non basta che lavori, devi anche ottenere risultati. Un ricercatore che non ottiene risultati m’importa una fava se lavora 14 ore al giorno, deve andarsene dall’universita’ e basta. Questa e’ la differenza fra ricercatori e bidelli/amministrativi/postini/chi piu’ ne ha piu’ ne metta. E questo e’ il motivo per cui a due categorie cosi’ diverse non si possono applicare gli stessi criteri. Punto.

          Io dico esattamente il contrario di quello che tu pretendi di aver letto. Dico che i ricercatori NON BASTA che lavorino per ottenere uno stipendio. Spiegami come hai capito che secondo me “il richiamo a lavorare non vale per i ricercatori” o dove sta la spocchia aristocratica.

          Cara, se io dico una cosa e tu capisci il contrario e’ anche inutile che perdiamo tempo a discutere.

        • cristiana scrive:

          cioè, se io lavoro su una ipotesi originale. Faccio una serie di esperimenti, poi i risultati non sono soddisfacenti allora non devo essere pagato o devo essere licenziato perché l’ipotesi iniziale, magari fondata sull’intuizione di un nobel, era sbagliata?!
          E se quello su cui lavoro è, ad esempio, filosofia politica quali sarebbero i “risultati”? Come li conteggiamo, in numero di pubblicazioni?
          Ma sul serio sai come si fa ricerca?
          E poi chi ha detto che si vuole “valutare” allo stesso modo ricercatori e amministrativi?

        • Pippo scrive:

          Come saprai bene, se lavori su una ipotesi interessante, dimostrarla o confutarla sono comunque risultato.

          Come si stabilisce se un lavoro e’ interessante? Rispondere a questo richiede piu’ di qualche riga, ma come saprai esistono numerosi casi in cui la ricerca viene valutata (quando devi decidere se un articolo e’ pubblicabile o no, quando devi decidere a chi assegnare dei grant, quando devi decidere a chi assegnare un Nobel). La valutazione della ricerca non e’ una cosa impossibile, come i portaborse vorrebbero far credere.

        • cristiana scrive:

          su quanto hai scritto ora, allora, concordo. E il difficile, per la valutazione di un ricercatore, è pesare “quantitativamente” e “qualitiativamente”.

          Secondo me una commissione deve necessariamente avere margini di discrezionalità per valutare qualitativamente ma entro parametri di produttività – quantitativi – alti. E questi parametri devono rispettare le tradizioni disciplinari diverse,

          E poi ci vogliono una serie di incentivi/disincentivi forti per obbligare l’istituzione a prendere quelli che si reputano i migliori.

  3. France scrive:

    Che ne sara’ del blog ricercatoriprecari.wordpress.com?
    Esistera’ un coordinamento dei ricercatori precari “laico” (non sindacale) come era, in origine la RNRP? Oppure la FLC e’tutto quel che resta?

    • ario scrive:

      France, quella che è stata la esperienza della RNRP è da tempo terminata. In parte è confluita in Flc. Parte è sciolta nell’onda, parte anche in Apri.

      Al blog ci ero affezionato e ci sono affezionato. Mi piacerebbe tanto che altri potessero gestirlo. Il problema è che la persona che ha i codici come amministratore oggi si occupa di tutt’altro e tutti quelli che conosco possono solamente pubblicare e non possono invitare… che fare?

  4. Untenured scrive:

    io, invece, dò atto del coraggio di quest’iniziativa e della lealtà nell’assumersene la responsabilità politica.

    Io e altri in passato non ci siamo astenuti dal criticare i promotori di questo blog quando usavano quello di RNRP, che era nato come spazio di “movimento”, per promuovere la linea del sindacato e le sue iniziative.

    Ora finalmente questo nuovo blog fa chiarezza ed elimina ogni ambiguità.

    In bocca al lupo!

    ciao

  5. guglielmo scrive:

    ha senso che a rappresentare gli interessi dei precari sia uno strutturato che nell’università di napoli lotta per consentire ai ricercatori di passare tutti associati senza concorso?

    non prendiamoci per il culo

    • ario scrive:

      lo strutturato in questione è tra quelli che si oppone pubblicamente all’ipotesi merafina e proposte simili. Come si può vedere dal link del CNRU con i voti sulla loro proposta.

      Questo è l’ultim avviso, altri commenti del genere saranno cancellati.

  6. andrea Miccichè scrive:

    cari colleghi, il coordinamento è costituito da precari. La quasi totalità di noi proviene da coordinamenti sorti spontaneamente e che la CGIL ha avuto il merito di ascoltare. A Catania come in latri territori, solo la CGIL ha affrontato seriamente i nostri problemi, ha discusso le nostre rivendicazioni, ha migliorato le nostre piattaforme. Parliamo di politica?

  7. PensieroPrecario scrive:

    dopo anni di menefreghismo la CGIL vuole mettere il cappello sul mondo dei precari, avrà capito che i pensionati si stanno estinguendo come tesserati. avete sempre difeso solo i diritti acquisiti e non credo darete mai una mano ai precari che non hanno manco i soldi per pagarsi la tessera. oltretutto, che ne sapete voi dei precari?

    • oldie scrive:

      La Cgil difende i diritti di tutti i lavoratori. Il coordinamento è fatto da precari.
      Le polemiche sterili, su questo blog. Non le facciamo. Quelli come te hanno già affossato un blog con proflc controflc, non vi faremo affossare pure questo. Qui non ci facciamo problemi a moderare.

    • Fulvio scrive:

      Se il sindacato si occupa di precari mette il cappello, se non se ne occupa difende solo i diritti acquisiti. Logica ferrea che non dice nulla… splendida iniziativa invece. Facciamoci sentire, facciamo SINDACATO, quello vero! bravi compagni!

  8. Stabilmente Precario scrive:

    Ma non era temporaneo pure quell’altro blog? (ricercatoriprecari . wordpress . com, il blog temporaneo di Nora Precisa)
    Ma voi fate solo cose temporanee?

    Vi sembra giusto mettere sullo stesso piano insegnanti, scienziati e bidelli? Secondo voi fanno lo stesso lavoro?

    Chi legge questo blog lo sa che a.arienzo non è affatto precario? Ci sono anche precari veri nel coordinamento? O solo sindacalisti e figure mitologiche tipo Nora Precisa?

    • oldie scrive:

      A noi le cose temporanee piacciono.

      Ci sembra giustissimo e doveroso mettere sullo stesso piano tutti. Tutti sono lavoratori, tutti devono avere gli stessi diritti. Se tu ti senti più lavoratore degli altri fatti noi. Noi siamo un sindacato di lavoratori e di persone. Il lavoro di tutti, nelle sue forme, concorre al benessere di ognuno.

      Arienzo è strutturato da marzo scorso e qualche esperienza come precario la ha fatta, oltre che come militante. Ora è nella segreteria regionale della Flc Campania con delega a università e precariato… quindi. Ogni altro messaggio che avrà ad oggetto singole persone – e che non entri nel merito di questioni politiche – verrà cancellato.

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